«Vediamo subito se c’è l’accordo»
«La riforma costituzionale non mi piace, ma se cambia l’Italicum...»
«Parlo a nome mio». Massimo Buriani (nella foto) è il coordinatore di Unità Riformista, l’associazione che a Ferrara mette insieme le aree non renziane, ma precisa che i commenti alla direzione nazionale sono personali.
Lei è anche presidente delle Farmacie comunali. Non è che ha una ricetta per tenere insieme il Pd?
Bisognerebbe ascoltarsi un po’ di più. Non basta che un dottore prescriva una ricetta se il paziente non è disponibile ad ascoltarlo.
La ricetta di Renzi come la valuta?
Ho seguito in streaming i lavori della direzione. Il tono di Renzi mi sembrava quello di una persona indispettita, il manovratore disturbato che dice “farò anche questo sforzo”, è un tipo di approccio che non mi piace, che rischia di essere poco produttivo.
Ma un’apertura sulla legge elettorale c’è stata.
Un’apertura che ha più il senso di voler vedere le carte, una specie di ultimatum alla minoranza, “adesso proviamo a cambiare l’Italicum e vediamo se era un alibi... ”. Come hanno rilevato Speranza e Cuperlo, è una proposta che arriva tardi, forse perfino fuori tempo utile, il sentiero è stretto non è scontato che nel Pd si trovi un accordo unitario sulla nuova legge elettorale, ma bisogna provarci. Vediamo se ci sono le condizioni per avanzare una proposta condivisa da tutto il Pd prima del referendum.
In tal caso come voterebbe?
La riforma costituzionale non mi convince, alcune parti sono anche scritte male, ma l’elemento centrale è il combinato disposto tra riforma e Italicum, per cui diventa importante sapere come vengono eletti i deputati, qual è il livello di rappresentanza dei parlamentari dell’unica Camera che darà la fiducia e approverà quasi tutte le leggi. La mia posizione non è cambiata. Poichè il vero vulnus è l’Italicum, se dentro il Pd si trova l’accordo per cambiarlo il mio voto potrebbe essere positivo. Ma concordo con quando ha detto Franceschini a proposito dei tempi, che devono essere rapidi.
Bersani ha già detto che voterà No.
Bersani sembra aver già deciso, Cuperlo e Speranza sono per vedere le carte. Vediamole al più presto, conviene a tutti fare presto.(m.p.)
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