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Al S.Anna va deserto il bando per il servizio esterno di ambulanze

Al S.Anna va deserto il bando per il servizio esterno di ambulanze

E' scaduto il 30 settembre e nessuna delle associazioni che svolgono i servizi si è presentata: termini  prorogati a fine ottobre.  Il problema? I pazienti dimessi dal S.Anna debbono ovviare solo con il ‘fai da te’

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FERRARA. Il bando di gara è scaduto il 30 settembre, ma all’avviso pubblico dell'Azienda Ospedaliero Universitaria rivolto ad associazioni di volontariato, Croce rossa italiana, Coop sociali che operano nei servizi sanitari e ad altri soggetti privati autorizzati, non ha risposto nessuno: e allora l’Azienda è stata costretta a prorogare al 28 ottobre la selezione. E dire che si tratta di trovare la soluzione per un servizio pubblico fondamentale ancora oggi nel caos: il trasporto dei pazienti dimessi dal Sant’Anna di Cona che necessitano di un servizio adeguato con ambulanza.

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E’ un fatto reso noto da Alberto Alberti, presidente Aeac (associazione esposti amianto e cancerogeni) di Ferrara, non nuovo a segnalazioni di questo tipo, visto che in passato aveva denunciato altri casi: «Si trattava di un episodio del luglio 2014, quando una anziana affetta da alzheimer, allettata e dimessa da Cona di sabato pomeriggio con diagnosi di "stabilizzata", dopo aver telefonato a tutte le compagnie di trasporto, parlando con due compagnie su undici, aveva avuto solo risposte negative».

Succedeva ieri, e oggi accade ancora. «Allora - ricorda Alberti - la signora venne caricata dalle figlie su una Fiat 600 senza climatizzatore quando, all'interno della mia auto, parcheggiata a fianco, vi erano 48° di temperatura: in quali condizioni sarà arrivata a casa quella povera signora?». Alberti non si sofferma su questo singolo caso: come presidente della sua associazione va oltre pensando ai «miei iscritti, persone affette da malattie asbesto correlate, per le quali si possono trovare in condizioni di avere bisogno di un trasporto specializzato». Ieri come oggi? «No- replica Alberti - perché avevo apprezzato l'iniziativa dell'Azienda Ospedaliero Universitaria dell’avviso pubblico. Ma ora dopo che il primo è andato deserto, cosa accadrà?».

E dire che la norma vorrebbe - spiega in modo dettagliato Alberti - che all’atto delle dimissioni un cittadino dovrebbe poter richiedere copia di un elenco, completo di informazioni e contattare questa o quella compagnia. Un elenco che si dovrebbe creare dopo l’avviso pubblico, dove compaiono tutte le associazioni autorizzate al servizio, con validità biennale, che si dovranno impegnare ad assicurare il trasporto sanitario per le dimissioni programmate in una fascia temporale ben definita, dal lunedì al sabato, domenica e i festivi infrasettimanali. Servizio che invece deve essere assicurato 24 ore al giorno dal lunedì al sabato, domenica e i festivi infrasettimanali, per tutte le dimissioni da Pronto Soccorso.

In questo elenco dovranno comparire anche le tariffe chilometriche praticate da associazioni e coop aderenti, in modo chiaro ed esplicito.

«Ma, allora - chiude amaramente Alberti - se le regole sono queste perchè nessuna compagnia si è presentata all’avviso pubblico. Quali sono le ragioni che hanno creato questa situazione?». (d.p.)

 

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