Nursery, novellame, concessioni: facciamo chiarezza
Nella Sacca di Goro le vongole veraci appartenenti alla specie Tapes philippinarum, immesse per la prima volta nel 1984 (Rossi, 1989), hanno trovato condizioni ambientali favorevoli alla riproduzione,...
Nella Sacca di Goro le vongole veraci appartenenti alla specie Tapes philippinarum, immesse per la prima volta nel 1984 (Rossi, 1989), hanno trovato condizioni ambientali favorevoli alla riproduzione, alla crescita, e quindi all’allevamento. In questo sistema di alleva mento un elemento fondamentale ed irrinunciabile è il seme, spesso disponibile abbondantemente nelle aree definite “nursery”. Qui le condizioni sono tali per cui si registra un elevato reclutamento naturale. Per la loro natura le nursery non sono di norma concesse, in quanto dovrebbero poter essere sfruttate da tutte le Cooperative, inoltre dovrebbero essere oggetto di un attento censi mento e mappatura per poterne quantificare la potenzialità e distribuzione. Le zone nursery sono Demanio dello Stato e nessun privato può esercitare controllo e guardiania, ma solo le autorità. Il 22 gennaio di quest’anno è arrivato il sì del ministero delle Politiche agricole alla definizione di un numero determinato di imbarcazioni che potranno raccogliere con l’idrorasca il novellame, oltre che di un quantitativo definito di prodotto. A sua volta la Regione Emilia-Romagna continuerà l’iter per il rilascio di una concessione che, nel rispetto delle caratteristiche dell’area di tutela biologica, consenta l’uso del novellame (cioè le vongole appena nate) che si viene a creare nella stessa area.
Il 25 febbraio è arrivato il decreto che autorizza la raccolta del novellame vongola per la Sacca di Goro. O meglio, lo autorizza per periodi precisi e limitati. Il periodo si è chiuso il 31 maggio. Altro punto in discussione è quello della gestione della stessa area nursery (gestione fino ad oggi in capo alla Regione). Ebbene, anche in questo caso dal Ministero è arrivato un importante via libera: vale a dire che l’area nursery potrà essere data in concessione alle cooperative di pesca (probabilmente riunite in gruppi) le quali, sotto la supervisione della Regione, potranno svolgere l’attività ittica nella nursery. «In questo ultimo caso - dice il sindaco di Goro, Viviani - la pesca dovrebbe avere inizio tra alcuni mesi». Ma i pescatori, vogliono davvero la gestione in capo ad un unico soggetto giuridico? O preferiscono che siano gli enti pubblici a farsi carico della questione?
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