Piano strategico del turismo «Un’occasione per crescere»
Imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, amministratori pubblici. C'era davvero tanta gente ieri pomeriggio in Camera di Commercio, per una sorta di "Stati generali" del turismo....
Imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, amministratori pubblici. C'era davvero tanta gente ieri pomeriggio in Camera di Commercio, per una sorta di "Stati generali" del turismo. L'occasione è stata la presentazione del Piano strategico di settore approvato recentemente dal governo, alla presenza del direttore generale turismo del Mibact, Francesco Palumbo. Cosa può offrire Ferrara in un comparto che vale (dati 2015) 171 miliardi di euro, pari all'11,8% del Pil e al 12,8% dell'occupazione, è stata la domanda al centro dell'incontro.
«Vogliamo aprire una nuova stagione - ha detto in apertura Paolo Govoni, presidente dell'ente camerale - nella nostra provincia. Dal patrimonio storico, artistico e naturalistico possono trarre linfa la creatività e la competitività, puntando sui nostri punti di forza e innovando, senza dimenticare saperi antichi». Per la prima volta, proprio a Ferrara, il piano partorito di recente a Roma (e che attende a breve il via libera del Parlamento) è stato illustrato in un'assemblea composta in maggioranza da operatori privati. «La redazione - ha spiegato Palumbo - è stata molto partecipata, coinvolgendo sette ministeri, numerose istituzioni e le associazioni di categoria. Dentro ci sono le strategie fino al 2022, con piani attuativi annuali. Due gli obiettivi fondamentali: rilanciare la leadership dell'Italia sul mercato mondiale e rendere sempre più il turismo uno strumento di benessere economico e sociale per il paese».
Rivoluzione digitale, adeguamento della rete infrastrutturale, marketing innovativo, riduzione degli oneri burocratici e fiscali, miglioramento della quantità e qualità dell'occupazione, semplificazione del sistema normativo: queste le azioni previste. Aspetto che almeno in apparenza lascia trasparire debolezza, il piano non porta in dote strumenti finanziari ad hoc: «Ma non c'è un problema di risorse o di budget - ha precisato il dirigente del ministero - perché quel che serve è piuttosto un'organizzazione adeguata, capendo bene cosa andiamo e a vendere e con chi. Così come è necessario impostare un rapporto tra pubblico e privato fuori dagli stereotipi e qui - ha aggiunto Palumbo con una nota di merito al sistema locale - ne siete stati tra gli anticipatori con il progetto Mura, fin dagli anni Ottanta». Nel corso del convegno sono intervenuti, in rappresentanza delle comunità locali, l'assessore al turismo del Comune di Ferrara Massimo Maisto e i sindaci di Comacchio e Cento, Marco Fabbri e Fabrizio Toselli. In chiusura la parola è stata data agli imprenditori.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
