Quote o pesca ad ore Da qui è partita la prima scintilla
A fare luce sulla vicenda sono gli stessi pescatori «Dai piani alti devono scendere e venire qui da noi»
COMACCHIO. «Prima avevano le quote, ed era meglio per loro. Adesso si può pescare ad ore, ed è meglio per noi. Ecco perché gli animi si sono scaldati». Non è facile capire cosa sta succedendo nella Sacca di Goro. Dopo giorni di confronti, spiegazioni, partecipazioni ad incontri, la riposta arriva su uno dei pontoni posizionati lungo il Portocanale a Porto Garibaldi, dove alle 12.15 sono arrivati i pescatori della cooperativa Logonovo che ha le concessioni a Lido Volano. Ad illuminare, con estrema chiarezza, è uno dei pescatori. «Fino a qualche tempo fa, ad ogni socio di cooperativa veniva assegnata una quota di prodotto da prelevare in nursery. Dopo si sono trovati sempre loro, quelli di Goro perché alla fine noi siamo 80 e loro più di mille. E hanno deciso che si deve pescare a tempo: dalle 10 alle 12». E qui qualcuno ride sotto i baffi. «Il punto è che noi abbiamo le barche più grandi perché ci dobbiamo spostare per diverse miglia e non possiamo andare avanti e indietro. Lavorare a tempo è quindi molto meglio, preleviamo una maggiore quantità di prodotto, portiamo a casa diverse ceste e possiamo tranquillamente farlo e a loro questo non va più bene». Ecco svelato il mistero della tensione dei giorni scorsi. «Ma anche questa fase è stata superata - assicura Rino Conventi della coop. Coalmo di Comacchio ed ex sindaco di Goro - Adesso i rapporti sono buoni, abbiamo un nemico comune, i contrabbandieri che arrivano da tutte le parti. Certamente noi di Comacchio siamo penalizzati, la Regione ci deve tutelare». A spiegare senza troppi giri di parole e con la faccia di chi davvero non teme niente e nessuno, Antonio Cavallari della cooperativa Trepponti arrivato a bordo della sua barca con il pescato della giornata. «Prima di tutto, fate una bella foto a quelli che arrivano dietro di noi - invita Cavallari - perché quelli non hanno nemmeno la targa sulla barca. Sono abusivi, ma possono fare quello che vogliono e non spetta certo a me fermarli. Dovrebbe pensarci qualcun altro...». Quindi mostra le cassette colme di prodotto: «Di questo ne salviamo sì e no la metà - fa presente - è una schifezza. Abbiamo avuto mare mosso per due giorni ed ecco il risultato. Loro le concessioni le hanno in Sacca, nella parte più sicura. Noi in mezzo al mare. E perché non ci danno quei dieci ettari che al momento sono liberi? Cosa aspettano ad assegnarli? E non aggiungo altro. Devono alzarsi da quelle sedie ai piani alti e venire in mezzo a noi...Così gli spieghiamo qualcosa di più».
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