Turismo, i Lidi vanno giù, ma hanno l’alibi. Ferrara invece fa boom
Il sindaco di Comacchio, Fabbri, non commenta il -20% della costa: dati incompleti da Regione.
L'assessore comunale, Maisto esulta per l’exploit di Ferrara (+11%): è diventata attrattiva tutto l’anno
FERRARA. «Questi dati sul turismo a Comacchio non sono commentabili, perché non sono completi. Mancano in particolare alcuni i dati di agosto relativi a qualche villaggio turistico e non sono presenti gli stagionali, cioè coloro che affittano alloggi, case, posti camper per più di un mese. Quando saranno disponibili i dati corretti li commenterò». La ritrosia del sindaco di Comacchio Marco Fabbri è comprensibile: le tabelle pubblicate sul sito della Regione Emilia Romagna dicono che nel 2016 sui Lidi c’è stato un calo degli arrivi (-3,4%) e un autentico tracollo dei pernottamenti (-20,2%). Fosse vero, dal punto di vista dell’industria turistica è come se ogni 5 turisti ne fosse sparito uno.
«Ho visto anch’io quelle tabelle - dice Fabbri - l’altro giorno era a Bologna e ne ho parlato con l’assessore al turismo Corsini, il problema riguarda Comacchio e altre zone della riviera romagnola, Aspettiamo i dati definitivi».
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Fabbri non è polemico con la Regione, ma è evidente che nel passaggio di consegne tra la moribonda Provincia di Ferrara (che fino a all’altro ieri gestiva direttamente e pubblicava sul sito) e la Regione (che ora esercita il controllo statistico) qualche meccanismo si è inceppato e la foto scattata oltre che mossa (dati provvisori) rischia di essere falsa come un fotomontaggio.
In ogni caso - pur in attesa di uno scatto nitido e non equivoco - i dati dei primi otto mesi del 2016 segnalano qualche affanno. Del resto - come rileva lo stesso sindaco - fino a giugno il tempo ha giocato contro il turismo balneare: la Pentecoste di maggio, bassa e fredda, ha tenuto a casa loro i tedeschi (pernottamenti totali -45%) e un giugno autunnale ha tenuto alla larga italiano (-32%) e stranieri (-30,5%). I dati estivi, da prendere con le pinze, raccontano di un luglio bello per gli arrivi (italiani +28%, stranieri +9%) e deludente per i pernottamenti (italiani -12%, stranieri -17%). Ad agosto, sempre con beneficio d’inventario, sia arrivi che presenze arretrano dell’11-12%.
Chi non ha nulla da obiettare sui numeri di gennaio-agosto è il vice sindaco di Ferrara Massimo Maisto. La performance della città è brillante: arrivi + 14,5%, pernottamenti + 11,%. «Siamo a 272 mila pernottamenti e abbiamo davanti altri 4 mesi, significa che l’obiettivo 400 mila è praticamente raggiunto». Quattrocentomila è una meta che viene inseguita dal 2009: crisi economica e poi terremoto del 2012 avevano fatto regredire Ferrara, ora il gap è stato colmato.
«E non ci accontentiamo - dice Maisto - questi dati dimostrano che possiamo e dobbiamo andare oltre. Ferrara sta diventando attrattiva tutto l’anno e questa è una grandissima opportunità per il mondo economico. Lo dicono i numeri di gennaio e febbraio, di luglio e agosto, mesi in cui nel recente passato il turismo era quasi assente e che ora registrano forti progressi".
"Segnalo - prosegue - che agosto, il mese dei Buskers, detiene per il 2016 il record di presenze (22mila + 12%)e di pernottamenti (40mila, + 18%), cose impensabili fino a qualche anno fa». Secondo Maisto sono i frutti di un lavoro imperniato su mostre, eventi e manifestazioni che sempre più vedono in pista anche i privati, da soli, o al fianco del pubblico. La card MyFe va fortissimo. È un cocktail che funziona, continueremo a servirlo».(m.p.)
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