Attesi a giorni altri venticinque profughi
Il Prefetto: il bando per alloggi privati ha raccolto un centinaio di richieste, ma siamo in difficoltà
È una tragedia umanitaria che sembra non conoscere fine e che sta mettendo a dura prova la tenuta di enti e territori. L’emergenza profughi continua a bussare anche alle porte di Ferrara: 25 nuovi arrivi sono previsti a giorni, ad aggiungersi agli altri 785 richiedenti asilo attualmente dislocati in varie strutture tra Ferrara e provincia, secondo lo schema di accoglienza diffusa adottato fino ad ora nel Ferrarese. Numeri che la vastità del fenomeno sottopone a continui aggiornamenti, imponendo la ricerca di nuove soluzioni e modelli di ospitalità.
«Siamo in difficoltà», ammette il prefetto Michele Tortora nel riferire l’annunciato arrivo di ulteriori 25 profughi. Il bando della Prefettura pubblicato ad agosto, rivolto a privati per mettere a disposizione case e appartamenti per accogliere i richiedenti asilo, ha raccolto un centinaio di adesioni, ormai in via di esaurimento.
A questo si è affiancato un secondo bando mirato invece all’inserimento dei profughi di giovane età all’interno di una famiglia, un modello già avviato in via sperimentale a Bologna dalla cooperativa Camelot con il progetto Vesta.
Nel capoluogo, come avevano illustrato i rappresentanti di Camelot nel corso del Festival di Internazionale, una decina di famiglie è già stata selezionata tra le candidature pervenute sulla piattaforma online dedicata al progetto, e nelle scorse settimane sono avvenuti i primi inserimenti, per periodi di circa sei-otto mesi. L’obiettivo è quello di favorire l’integrazione e l’inclusione sociale dei profughi più giovani proprio attraverso la quotidianità della vita in famiglia.
A questo modello guarda ora anche Ferrara, con un secondo bando mirato a raccogliere le candidature delle famiglie ferraresi: «Il primo passo - conclude il prefetto - è verificare il grado di disponibilità».
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