Ma il capo dei capi è riuscito a scappare
Operazione “Steroizi”: 10 persone catturate da procura e Nas di Trento, sei in Italia, le altre a Bucarest
Importavano dalla Romania tutto e di più: illegalmente, anche farmaci scaduti, o prodotti in modo artigianale e pericoloso da laboratori clandestini nel paese romeno. Farmaci dai nomi impronunciabili tutti con principi attivi famosi, nel mondo del doping: il Nandrolone Decanoato e Fentermina, steroidi anabolizzanti che si trovano nella tabella dell’elenco delle sostanze stupefacenti della specifica legge antidroga. I farmaci (alcuni ad uso veterinario) sono Testovis, Proviron, Gonasi, Clembuterolo, Stanozololo, ormoni diuretici e anoressizzanti. Un campionario di illegalità che veniva smerciata anche a Ferrara. A scoprire questo traffico illegale,di sostanze dopanti che dalla Romania, arrivava anche a Ferrara, anche Firenze, Varese, Arezzo, Bergamo, Bologna, Como e Massa Carrara. Delle 11 persone per cui è stata ordinata la cattura, uno, il capo dei capi è ancora ricercato, in Romania. Perché il blitz dell’operazione “Steroizi” (in romeno) si è allargato anche alla Romania: d’altronde è da tempo, dal 2015, che l’inchiesta va avanti: inchiesta che ha preso quota con la contestazione dell’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze dopanti, illegali, aggravata dalla transnazionalità delle modalità dei reati. «Il buon esito dell’indagine - riferisce una nota dei carabinieri del Nas - è attribuibile anche alla collaborazione internazionale tra organi giudiziari ed investigativi romeni, interessati a debellare il fenomeno della commercializzazione illegale delle sostanze dopanti, spesso prodotte in laboratori clandestini esteri, in alcuni casi scadute di validità ovvero conservate in maniera non idonea». Come dicevamo nell’articolo sopra, 4 delle persone coinvolte sono state arrestate a Ferrara. Una a Varese, un’altra in provincia di Firenze, gli altri tutti in Romania. Ad aggravare i reati il fatto che il commercio di sostanze dopanti avveniva via Internet e per i contatti usavano social e linguaggi criptici da decifrare.
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