Morta nel canale, caso riaperto dopo 8 anni
Claudio Villani, già in carcere per l’omicidio di una escort, indagato per la scomparsa della codigorese Anna Visentini
CODIGORO. Claudio Villani, l’uomo di 56 anni di San Nicolò di Argenta, da inizio agosto in carcere per l'omicidio della escort Barbara Fontana in un albergo di San Pietro in Casale (Bologna), risulta indagato anche dalla Procura di Ferrara in un fascicolo per omicidio per un'altra morte. È quella di Anna Visentini, la pensionata codigorese di 72 aanni trovata morta nel Po di Volano, nuda, il 5 luglio di quattro anni fa, tre giorni dopo la scomparsa: un caso che all'epoca fu archiviato come suicidio.
Le indagini sono portate avanti dai Carabinieri di Bologna. A quanto si apprende Villani è stato iscritto sul registro degli indagati anche in vista di accertamenti medico-legali che devono essere eseguiti in garanzia, e quindi informando tutte le parti.
Visentini e Villani si conoscevano da sempre, erano vicini di casa. La donna e il marito si erano prodigati per il giovane Villani quando era uscito dal minorile: nel 1976, minorenne, uccise con una coltellata una donna di 28 anni. Di sicuro Villani fu l'ultimo a vedere viva Anna Visentini, il cui decesso fu archiviato come suicidio anche perché l'autopsia decretò l'annegamento e non rivelò violenze. Ora il caso potrebbe essere riaperto. Proprio gli elementi emersi in occasione del delitto di San Pietro in Casale avevano indotto i carabinieri di Comacchio a rileggere sotto una luce diversa, ben più inquietante, la morte della pensionata codigorese che la procura aveva archiviato come suicidio. All’epoca Villani venne ascoltato solo come persona informata sui fatti, ma ora gli atti che, da quanto si apprende, sono stati firmati dal procuratore capo di Ferrara Bruno Cherchi, potrebbero condurre a una revisione del caso, mettendo al centro la figura di Claudio Villani. Dalla procura di Ferrara ieri non è stato possibile ottenere alcuna conferma ufficiale, ma da quanto si apprende dagli inquirenti bolognesi, l’indagine avrebbe mosso i primi passi.
Otto anni fa fu il marito della donna, Mario Zappaterra, a indicare subito il nome di Villani, che l'avrebbe dovuta accompagnare il giorno della scomparsa, il 2 luglio, un lunedì mattina a svolgere alcune pratiche ad Equitalia. La morte della donna - dopo le indagini di rito - venne archiviata come suicidio dalla pm Patrizia Castaldini sulla base della perizia del medico legale Maria Rosa Gaudio che parlò di annegamento con l'aggravante di una patologia grave di osteoporosi che avrebbe potuto impedirle di salvarsi dalle acque del fiume. E sul suo corpo non furono trovate tracce di violenza esterne.
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