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Pronte 21 nuove telecamere intelligenti

Pronte 21 nuove telecamere intelligenti

La rete di videosorveglianza comunale è la prima in Italia con tecnologia cloud. Altri cinque dispositivi entro l’anno

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Con il loro sguardo elettronico possono coprire anche alcune centinaia di metri, possono essere orientate a distanza e, grazie alla loro alta definizione, sono in grado di catturare nitidamente le cifre della targa di una macchina o il volto di una persona.

Sono le 21 telecamere del nuovo sistema di videosorveglianza del Comune di Ferrara, presentato ieri in Prefettura dai rappresentanti dell’amministrazione e delle forze dell’ordine.

«Il problema della sicurezza non può essere affrontato solo in un’ottica poliziesca - ha esordito il prefetto Michele Tortora - ma in sinergia. Si tratta di un grosso investimento (circa 150mila euro) nell’ambito del Patto per Ferrara Sicura che sancisce appunto la collaborazione tra Comune e forze dell’ordine». «Uno dei punti di forza delle nuove telecamere - ha aggiunto il sindaco Tagliani - è la loro flessibilità unita a costi contenuti. Questo significa la possibilità di aggiungere nuovi dispositivi per poter lavorare in sinergia con telecamere di privati, in forma permanente o anche per occasioni particolari legate a eventi in città».

Entro il 2016, ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi, il sistema comunale di videosorveglianza si arricchirà di altre cinque telecamere che saranno installate tra il quartiere Gad, il centro storico e le strade a maggiore percorrenza. L’idea è anche quella di inserire nel sistema integrato telecamere attualmente non in rete, come quelle in funzione al Meis o in Curia o allo stadio. L’obiettivo di fine legislatura, ha concluso l’assessore, è si arrivare a una rete integrata con una quarantina di telecamere.

Sviluppato in collaborazione con Tim e Connexa, il sistema sfrutta le tecnologie Cloud per consentire di monitorare le telecamere in tempo reale non solo dalle centrali operative, ma da qualsiasi dispositivo (accreditato), collegato a internet. Basterà un Pc portatile, un tablet o anche uno smartphone per dotare una pattuglia di molti occhi in più. Le immagini saranno trasmesse, attraverso linee dedicate, a un data center e saranno conservate per sette giorni. Particolare attenzione -in termini di utilizzo, conservazione, accessibilità - è stata dedicata alla privacy con la nomina di un responsabile del trattamento delle immagini. Quello ferrarese è il primo esempio italiano di tecnologia cloud applicata alle telecamere.

«Tra i mezzi di prevenzione, questo è il sistema migliore - ha commentato il questore Antonio Sbordone - perché meglio si adatta alla società moderna che vive 24 ore su 24 con continui momenti di aggregazione». E se si invoca maggiore presenza di poliziotti e carabinieri sul territorio, le risorse disponibili non sempre bastano a soddisfare le richieste e, soprattutto, osserva lo stesso questore, «non si può immaginare di militarizzare un territorio. Una rete moderna e integrata di videosorveglianza è il sistema meno invasivo e costoso per garantire un efficace monitoraggio».

È in tema di Ferrara città sicura, il prefetto ha voluto anche fornire alcuni dati incoraggianti sull’andamento di uno dei reati che più suscitano allarme: i furti in casa. Nel solo Comune di Ferrara, rispetto al 2014 l’anno scorso si è registrato un calo del 3,04%, mentre il primo semestre del 2016 ha segnato addirittura un calo pari al 46%.

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