Quattro arrestati, anche un carabiniere
Il militare aiutava il boss e gli prestava l’auto di servizio. Contestata associazione a delinquere, nei guai commerciante di bici
Il blitz dei carabinieri del Nas di Trento è scattato prima dell’alba di ieri, in mezza provincia, con una raffica di perquisizioni tra Ferrara e frazioni, fino a Portomaggiore, per un traffico internazionale di sostanze dopanti dalla Romania per il mercato, anche cittadino, delle palestre e degli amanti di culturismo e body-building.
Favoreggiatori del traffico. Quattro le persone arrestate tra la città e la provincia, con le gravissime accuse di far parte, pur con ruoli di “favoreggiatori”, di una associazione a delinquere finalizzata appunto al traffico di sostanze dopanti, importando farmaci illegali, pericolosi e scaduti dalla Romania. Il primo è un cittadino romeno che abita a Ferrara, Marian Moraru, ora in carcere all’Arginone perchè ritenuto uno dei capi, mentre per gli altri tre sono stati valutati gli arresti domiciliari dal gip di Trento, Marco La Ganga, che ha ordinato in tutto 11 catture (totali), tra la Romania, Ferrara e mezza Italia, dopo le indagini di procura e carabinieri del Nas di Trento.
Un appuntato nei guai. Tra gli arrestati a Ferrara anche l’appuntato scelto dei carabinieri, Pietro Federici, in servizio presso il Reparto Investigativo della città, uno - per intenderci - degli ispettori che fa indagini e cattura i “cattivi”. Agli arresti in casa a San Bartolomeo anche un commerciante, titolare del negozio Bike and Shop, di via Bologna, Mauro Benasciutti. Ultimo dei 4 “ferraresi”, arrestati in città, un moldavo, Ruslan Rosca ai domiciliari in casa sua a Ferrara.
Quei rapporti pericolosi. A mettere tutti nei guai sono stati rapporti e le frequentazioni con Marian Moraru, ritenuto uno dei vertici dell’organizzazione, il punto di riferimento del traffico, che faceva arrivare dalla Romania il materiale dopante, del tutto illegale e soprattutto pericoloso per la salute, con la rivendita anche di farmaci scaduti e a rischio della salute.
Era il riferimento a Ferrara.
A lui, promotore e organizzatore del traffico, nonchè assiduo frequentatore di palestre e preparatore atletico, si rivolgeva chi aveva bisogno di farmaci dopanti in tutta la zona di Ferrara. Ed era a lui, sia l’appuntato dei carabinieri, che il commerciante si rivolgevano: non solo per comperare sostanze dopanti visto che entrambi sono frequentatori di palestre e culturisti. Secondo l’accusa, i due aiutavano il romeno nella gestione del traffico, quantomeno lo agevolavano. Entrambi da semplici acquirenti di Moraru, ne sono diventati nel tempo collaboratori - per gli inquirenti che li accusano del reato gravissimo di associazione a delinquere -, aiutandolo ad esempio nell’approvvigionamento dei farmaci.
Non solo consumo privato. Perchè - è bene precisare - che chiunque assuma prodotti anabolizzanti vietati, per scelta personale e questioni private, non compie nessun reato: altro è aiutare o agevolare questo traffico. Benasciutti l’avrebbe fatto mettendo a disposizione a Moraru la propria auto per ritirare i farmaci o usarla per raccogliere ordini di clienti e fare le consegne di sostanze dopanti.
Boss e l’auto dei carabinieri.
Addirittura Benasciutti avrebbe fornito a Moraru il proprio account di posta elettronica per mantenere i contatti coi fornitori romeni: per depistare chi indagava, i carabinieri del Nas. Anche l’appuntato Federici faceva lo stesso: mettendo a disposizione di Moraru e il suo gruppo sia l’auto personale che quella di servizio, dei carabinieri. Aggravando la sua posizione in quanto secondo le indagini, per ben tre volte aveva interrogato la banca dati delle forze dell’ordine per avere informazioni sulle indagini a carico di Moraru.
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