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«Vogliamo garantire il servizio per tutti»

L’azienda S. Anna dopo il “bando” andato deserto: requisiti e tariffari chiari. Ieri la prima risposta di un’associazione

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Il primo segnale è arrivato ieri mattina, quando una delle associazioni di volontariato che svolge servizi di ambulanza ha chiamato gli uffici dell’ospedale Sant’Anna, spiegando di non essere stata a conoscenza dell’avviso pubblico dell’azienda ospedaliera, andato deserto. «E’ un primo segnale, che riteniamo positivo», spiegava ieri la dirigente dell’azienda sanitaria, Rita Burattini che sta seguendo l’iter di questo “bando”, anche se «debbo precisare - sottolineava - che si tratta di una consultazione di mercato dei soggetti presenti a Ferrara per svolgere il servizio richiesto».

«Abbiamo valutato - prosegue - come azienda, a fronte delle lamentele dei pazienti, di farci carico di questo problema, anche se non è un servizio che dovremmo garantire». Una sottolineatura importante, perché il servizio di cui si parla è quello del trasporto di pazienti che vengono dimessi dal pronto soccorso o dall’ospedale. Un servizio spesso affidato al “fai da te”. E per evitarlo si era pensato all’avviso-bando, andato deserto. «Certo, ma è stato prorogato e potrebbe esserlo ancora, perchè occorre ribadire che come azienda stiamo provando a trovare una soluzione, per garantire ai pazienti dimessi questo servizio». «Il nostro intento - specifica Burattini - è quello di arrivare ad avere un elenco di associazioni che possano fornire il servizio con tariffario chiaro, e per evitare che chiunque debba esser costretto ad arrangiarsi come può». La dottoressa Burattini va dritta al problema «che non è solo di altri, ma di tutti, anche mio, visto che ne ho avuto bisogno per motivi familiari». Cosa fare?

«Occorre che chiunque voglia essere inserito in questo elenco porti i requisiti necessari per svolgere il servizio». E rispetto al passato, ora, l’azienda si pone come garante per i pazienti: esisteva già un elenco di associazioni e un tariffario ma «quello che ora l’azienda si riserva, una volta terminata la fase della consultazione di mercato e la stesura dell’elenco, è quello di fare controlli, per poter migliorare passo dopo passo il servizio». Un servizio che va coordinato. Da qui il suggerimento della Burattini: «Chi dovesse svolgere questo servizio potrebbe coordinarsi con un unico centralino (accade già per i servizi di emergenza, ndr) e smistare di volta in volta le richieste che arrivano dai pazienti dimessi». Ma se il 28 ottobre prossimo, il bando dovesse andar deserto? «La segnalazione dell’associazione che si è fatta viva oggi (ieri, ndr) dando disponibilità è un primo segnale, e ben venga il tam-tam in atto».

Dunque, nessuno, potrà dire di non sapere. (d.p.)

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