Il Castello Estense pronto a raddoppiare
Ferrara: la Torre dei Leoni ripristinata dopo i danni del sisma è di nuovo accessibile al pubblico. Il secondo piano del Castello, dopo il restauro, sarà utilizzato come percorso museale e sarà pronto a ospitare la Pinacoteca
FERRARA. Il Castello Estense ha riconquistato la sua torre più prestigiosa. Ieri, venerdì 14 ottobre, è stato ufficialmente inaugurato l’accesso per il pubblico alla sommità della Torre dei Leoni, chiusa dopo il terremoto del 2012. Dopo 4 anni e mezzo, in quella parte maggiormente lesionata dal sisma che aveva squarciato tutta la lanterna, si può tornare ad ammirare la Ferrara dall’alto. C’era più di un motivo per festeggiare, ma questo, come ha ribadito il sindaco Tiziano Tagliani, è solo un punto di partenza per quello che saranno le prossime tappe dei lavori. L’ingegner Angela Ugatti, responsabile della progettazione sismica del comune di Ferrara, che segue le fasi del restauro, ha dato conto deei vari passaggi dei lavori, affermando che si è entrati nella fase più delicata del processo di risanamento del Castello Estense, con un investimento previsto di 7milioni euro.
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Dopo gli interventi di risanamento alle torri, allo scalone elicoidale e in alcuni lavori di messa in sicurezza nel lato sud, per un valore di circa 2 milioni, bisognerà intervenire ora nei quattro corpi di fabbrica, nei solai e in ultima analisi negli affreschi di soffitti e pareti, alcuni dei quali presentano ancora i famosi “cerotti”.
Un lavoro che in un paio d’anni - il cantiere dovrebbe iniziare all’inizio del 2017 - dovrebbe completamente risanare un momento che ha alle spalle 631 anni compiuti lo scorso 29 settembre e che ha resistito a due pesanti ondate di fenomeni sismici nel Ferrarese in questi secoli.
Quello che diventerà il Castello Estense, una volta che saranno tolte tutte le impalcature e i ponteggi, lo ha fatto capire il sindaco Tagliani.
Visto il progressivo smembramento delle attività dell’ente Provincia, gli uffici cederanno spazio ad altre funzioni ed è per questo motivo che il percorso museale del Castello si allargherà anche al secondo piano. In questo modo si darà più spazio alle esposizioni.
Ferrara, dopo il complesso lavoro per i restauri post sisma avrà in pratica tre nuovi poli museali ben distinti. L’Arte Antica (comunale e nazionale) sarà ancora appannaggio dei contenitori nella zona medioevale: da Schifanoia, a Bonacossi, da Casa Romei all’Archelogica, con le opportune migliorie nei luoghi dove ci sono i cantieri. Il nuovo Castello ospiterà l’arte del Rinascimento e la Pinacoteca nazionale che attualmente si trova invece al piano nobile dei Diamanti. Con il restauro proprio di Palazzo Diamanti e quello più complesso di Palazzo Massari si formerà a pochi passi di distanza tutto il complesso dell’Arte Moderna. La rivoluzione museale in città è quindi in rampa di lancio.
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