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«Renzi sblocca i concorsi? Qui servono 300 persone»

«Renzi sblocca i concorsi? Qui servono 300 persone»

Dopo l’annuncio del premier sulle assunzioni in sanità e nelle forze dell’ordine. I sindacati: fabbisogno super nella sanità. Il Sap: ci vogliono almeno 15 agenti

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FERRARA. Basteranno 10mila assunzioni per concorso a livello nazionale a sanare la “fame di lavoratori” di due comparti della pubblica amministrazione da anni in dieta anoressica? A Ferrara e provincia, «solo per tornare a respirare», conteggiano i sindacati, servirebbero oltre 300 assunzioni per preservare continuità e buon funzionamento di servizi che, se si parla di sanità e forze dell’ordine, dovrebbero garantire beni fondamentali come salute e sicurezza. Qualcosa comunque si sta già muovendo e la conferma arriva dalle ultime mosse della Regione.

Un accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia Romagna siglato il mese scorso preannuncia infatti stabilizzazioni e contratti a tempo indeterminato per oltre mille operatori della sanità, una quota che comprende anche la proroga dell’incarico agli specialisti che da un paio d’anni sono stati reclutati per ridurre le liste d’attesa. «Una buona notizia - commenta Natale Vitali, segretario locale della Funzione Pubblica Cgil - nella quale oggi confidiamo più che nell’annuncio arrivato da Roma sulle diecimila assunzioni che se ci saranno, e se saranno sparse a pioggia, equivarrano a poco più di un operatore per comune. Se si fa sul serio, solo per la nostra provincia parliamo di centinaia di operatori da immettere in organico». L’annoso blocco del turn over che ha fatto entrare personale col contagocce negli ambulatori e negli ospedali (1 rimpiazzo ogni 4-5 pensionamenti) ha sguarnito la forza lavoro del comparto sanitario. Nel giro di pochi anni la provincia ha perso circa 400 operatori del settore, nel 2016 però l’emorragia sarà quasi tamponata. L’azienda ospedaliera ha annunciato la sostituzione del 100% del personale in uscita e l’Asl coprirà il 75-80%.

«Ma per ricostituire un parco dipendenti in grado di ridare fiato ai lavoratori e rispettare le nuove disposizioni sui turni (la legge 161) serviranno più o meno 300 unità in più tra medici, infermieri e personale ausiliario: il 60% circa riservato al Sant’Anna e il resto nei presidi dell’Asl - calcola Vitali - La Regione si è impegnata a procedere in tempi brevi alle nuove assunzioni e a Ferrara speriamo di poter contare almeno su un centinaio di nuovi ingressi sui mille promessi. Renzi ha messo sul piatto numeri che sembrano importanti, ma solo apparentemente. E comunque si continua a parlare di una riduzione del fondo sanitario nazionale, quindi finché non tocchiamo con mano non ci fidiamo». Anche i medici hanno drizzato le orecchie in questi giorni, ma per loro l’annuncio del premier è stato molto più sfumato e presentato con un «forse».

Tra i mille operatori della sanità che la Regione ha promesso in assumere in regione la quota dei camici bianchi dovrebbe essere pari a qualche decina di unità, fino a un centinaio. Al Sant’Anna, nel 2016, dovrebbero essere reintegrati una ventina di pensionamenti solo per rispettare il turn over. «Ma per ridurre le 75mila ore di straordinario annuale a carico dei medici – puntualizza il consigliere nazionale Anaao, Pierluigi Api – e per recepire le disposizioni sull’orario di lavoro servirebbero 30-35 professionisti in più in servizio».

Il direttore generale, Tiziano Carradori, ha dichiarato che con alcuni risparmi già messi in cantiere potrebbe entrare in organico, oltre al turn over, un numero ancora imprecisato di camici bianchi, un’altra quota potrebbe arrivare dal piano regionale. L’eventuale integrazione nazionale consentirebbe quindi per la prima volta, dopo anni di vertenze sindacali, un recupero sostanziale di risorse. «Un momento, però – mette le mani avanti Api – per ora siamo agli annunci, servirà ancora un po’ di tempo per capire quanto queste misure incideranno davvero sul sistema locale».

Ancora più cauto, al limite della diffidenza, il giudizio di Luca Caprini, segretario provinciale del Sap (polizia). «Quando il ministero bandirà davvero i concorsi allora daremo un valore diverso alle parole del premier – commenta Caprini – Ad oggi per mettere la questura in grado di svolgere il suo compito servirebbero almeno una quindicina di agenti, cinque da destinare alla polstrada e una decina alle volanti. Personale giovane in grado di svolgere i turni pesanti, distribuiti sulle 24 ore, che oggi vengono assegnati a operatori che hanno superato i 50-55 anni. Come si fa a garantire la sicurezza con agenti, in qualche caso a pochi anni dalla pensione, che vanno in giro di notte sulle volanti?». (gi.ca.)

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