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Copparo, sulla Berco monito della Fiom: «Il ministro stia con noi»

di Marcello Pulidori
Copparo, sulla Berco monito della Fiom: «Il ministro stia con noi»

La Cgil chiede al governo una posizione chiara all’incontro di martedì Si muove anche il M5S: salvare i posti di lavoro e verificare i piani della proprietà

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COPPARO. La Fiom non ha dubbi: il governo deve impegnarsi al massimo per garantire e tutelare i lavoratori Berco. Si avvicina sempre più il giorno (martedì 18 ottobre) dell’incontro fissato al ministero dello sviluppo economico (cui è annunciata la presenza del ministro Carlo Calenda, delle segreterie sindacali a tutti i livelli, del sindaco di Copparo, Nicola Rossi, e di rappresentanti della proprietà la tedesca ThyssenKrupp) nell’ambito della grave crisi Berco avversatasi sul tessuto economico e sociale di Copparo dopo l’annuncio, fatto dalla proprietà, di aver avviato unilateralmente la procedura di mobilità (in parole povere un piano licenziamenti vero e proprio) per 365 lavoratori.

Dopo gli interventi dei segretari di Uilm e Fim (Da Lan e Rizzo), la Nuova ha raggiunto al telefono Samuele Lodi, segretario provinciale della Fiom-Cgil: «Chiedere il ritiro della mobilità? Potrebbe andare bene anche una sospensione - dice Lodi - . Oltre alla cassa integrazione straordinaria, difatti, andranno valutate altre opzioni come i contratti di solidarietà. Un fatto grave, invece - prosegue Lodi - è stata l’assenza da parte aziendale di qualsiasi preventiva informazione circa l’avvio della mobilità. Credo - ha detto, subito dopo, il leader della Fiom - che una crisi non risolta potrebbe avere gravi ripercussioni anche sul tessuto sociale di questo territorio».

Inoltre, per Lodi «Thyssenkrupp non ha fatto gli investimenti adeguati, serve maggiore interesse da parte della proprietà, altrimenti si può anche ipotizzare che la stessa Thyssen stia veramente valutando l’opzione peggiore, cioè di chiudere lo stabilimento di Copparo». Eventualità, tuttavia, che Lodi non prende neppure in considerazione: «Diciamo no, un no secco alla chiusura, è perfino inutile sottolinearlo», specifica il sindacalista. «Piuttosto - riprende - cercheremo, come sempre, di salvare il maggior numero di posti di lavoro. Attenzione: - ammonisce poi Lodi -, questa volta il ministro deve schierarsi, prendere una parte», facendo capire a chiare lettere che non potrà che farlo scegliendo la sponda sindacale.

Infine, sulla vicenda Berco si muove anche il M5S con una dichiarazione del deputato Vittorio Ferraresi: «Quello di Berco - sentenzia il parlamentare - sembra il primo caso in Italia in cui si passa direttamente alla mobilità senza fare ricorso ad ammortizzatori sociali. Anche in vista dell’incontro del 18 ottobre ho chiesto, con una interrogazione, coinvolgendo anche il ministro del lavoro, che come Governo si intervenga. Non si può permettere di continuare a seminare disoccupazione in una provincia, quale quella ferrarese, in cui pesante risulta già la crisi occupazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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