Nella palazzina Andos un dormitorio abusivo?
Scatta l’allarme dopo la scoperta di una grata divelta e i contatori manomessi In una parte la sede dell’associazione, nell’altra, ora vuota, tentativi di intrusione
Quella palazzina potrebbe esser diventata un dormitorio abusivo per chiunque. La palazzina è quella di via Darsena, dove ha sede in una metà di essa anche l’Andos (associazione donne operate al seno). L’allarme parte proprio dall’associazione che ha scoperto che una delle grate delle finestre al piano terra è stata divelta e le ante del box contatori aperto e manomesso. Segnali che portano ad ipotizzare che qualcuno possa entrare (o esser entrato) di notte e poi andarsene la mattina presto, trasformando la parte della palazzina che è dell’Asp (comunale) che ad oggi non è abitata, un asilo notturno per disperati. Solo ipotesi al momento, ma l’allarme lanciato dall’Andos è stato raccolto ieri da Paola Peruffo, consigliera comunale di Forza Italia, che ha informato anche la Polizia municipale, intervenuta sul posto nel pomeriggio. E’ ovvio comunque che vi sia stato un tentativo di intrusione e per evitare l’occupazione abusiva e la presenza di persone non controllabili, la Peruffo rinnova la richiesta che questa parte di palazzina venga messa in sicurezza e occupata legalmente: da affittuari che il Comune indicherà oppure accogliere la richiesta dell’Andos di poter usufruire anche di questi spazi. «Sulla stessa palazzina - spiegava ieri la Peruffo - avevo presentato un’interpellanza in consiglio comunale perché questo spazio, dell’Asp, era stato occupato da un abusivo, dopo aver ospitato una famiglia nell’alloggio assegnato dall’Asp. Da allora è vuoto, ma ora le socie Andos si sono rese conto di questi tentativi di intrusione e sono preoccupate». Chiunque, ora, dalla finestra chiusa solo con un piccolo fermo potrebbe entrare e per questo - sottolinea la Peruffo - «le socie Andos hanno chiaramente paura. Lo avevamo segnalato a fine luglio ma da allora ad oggi la palazzina non è stata messa in sicurezza, e non è ancora utilizzata. Secondo noi chiunque potrebbe entrare di notte ed uscire la mattina senza nessun controllo».
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