«Non accettiamo in silenzio le decisioni sulle donne»
Incontro dell’Udi nell’ambito della campagna d’informazione “Adesso basta” Preoccupa il taglio del punto nascita a Lagosanto: «Servono più servizi»
LAGOSANTO. Apertura immediata della Casa della salute a Comacchio; inserimento nella Casa dei diversi servizi dislocati sul territorio, in primis i consultori per donne e giovani generazioni, con relativa riorganizzazione e riqualificazione; garanzia dell’applicazione della Legge 194 nel polo ospedaliero del Delta; presa in carico dell’intero percorso di gravidanza a difesa della salute riproduttiva; un ruolo più incisivo degli enti locali nella pianificazione socio sanitaria di zona in rappresentanza di vasti territori come il Sud Est, che rischiano davvero di regredire sul piano della risposta ai reali bisogni in materia di salute delle donne e dei giovani; consultazione delle associazioni femminili del territorio, in quanto portatrici dei reali bisogni delle donne.
Sono questi i sei punti emersi dall’assemblea delle donne dell’Udi di Comacchio, Codigoro, territorio del Delta e Ferrara, svoltasi al centro Laguna lo scorso mercoledì nell’ambito di “Adesso basta”, campagna nazionale nata per affrontare criticità e problematiche sanitarie, sociali e culturali rispetto alla salute, procreazione, sessualità e applicazione della Legge 194. «Le donne del nostro territorio - si legge nel comunicato - si trovano di fronte a decisioni della sanità regionale e locale che non possono tacitamente accettare». Il tema centrale della discussione è stato proprio quello di analizzare le decisioni assunte nell’ultima riunione della Conferenza Territoriale socio-sanitaria riguardanti la chiusura del punto nascita presso l’Ospedale del Delta, con trasferimento all’ospedale di Cona e il conseguente insediamento al Delta, del Centro di procreazione medicalmente assistita, nell’ambito della riorganizzazione della sanità ferrarese. La reazione alle decisioni sulla riorganizzazione del polo ospedaliero del Delta ha prodotto una vibrante protesta nel merito delle scelte enunciate e una decisa disapprovazione sul metodo ancora una volta adottato, di assumere decisioni così importanti, escludendo a priori la consultazione e partecipazione delle donne, delle loro associazioni, creando ulteriori concreti disagi e preoccupazioni per la difesa della salute sul territorio. A fronte di questo, le donne riunite in assemblea hanno deciso di chiedere, nell’immediato, specifici incontri alla azienda Usl, ai sindaci del distretto Sud Est, ai sindacati, per approfondire e capire a fondo il contenuto di tale scelta e le relative conseguenze. Proprio da un recente incontro dell’Udi-Salute donna di Ferrara con il direttore Carradori dell’ospedale di Cona, sono emersi l’esigenza e l’impegno di proseguire il confronto richiesto entro il più breve tempo possibile. Come hanno fermamente comunicato a margine dell’assemblea, e sottolineato nel comunicato che hanno diramato, la volontà di partecipare alle scelte sanitarie che riguardano il territorio, loro e i loro figli, c’è tutta. «Chiediamo un confronto diretto e costante con le associazioni femminili del territorio in quanto - scrivono nel comunicato ufficiale le donne del Delta e dell’Udi di Ferrara -, esse rappresentano le donne del territorio e si fanno portatrici dei reali bisogni e delle quotidiane problematiche riscontrate dalle cittadine sul territorio».
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