Prima unione civile Il sindaco: un diritto che va riconosciuto
«Io, Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, dichiaro che i signori Henry Gallamini e Alessandro Zeri hanno costituito l’unione civile». Una bella giornata di festa ieri per Henry Gallamini, referente...
«Io, Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, dichiaro che i signori Henry Gallamini e Alessandro Zeri hanno costituito l’unione civile». Una bella giornata di festa ieri per Henry Gallamini, referente delle Famiglie Arcobaleno, che ha potuto unirsi civilmente con il suo compagno Alessandro Zeri, per effetto della legge Cirinnà. Si tratta ufficialmente della prima unione civile avvenuta a Ferrara. Tanti gli ospiti presenti, tra parenti della coppia e persone della comunità Lgbti, che hanno voluto testimoniare il loro affetto alla coppia. «Personalmente è una bella giornata, come attivista continueremo a lottare per il matrimonio egualitario, per la genitorialità, il riconoscimento dei figli alla nascita, l’adozione per coppie dello stesso sesso, e anche per poter accedere alle tecniche di procreazione assistita», ha dichiarato Gallamini,che ritiene la legge Cirinnà «importante anche se incompleta. Come cittadini abbiamo colto l’opportunità per stabilizzare il nostro rapporto che dura da 13 anni. Tuttavia, la legge non è un traguardo pienamente egualitario, perché non contempla la genitorialità e non equipara lo stato coniugale all’unione civile. Una legge ipocrita e segregazionista». A portare le fedi, l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Felletti, insieme al presidente nazionale di Arcigay, Flavio Romani. «Una grande emozione, si respira un bellissimo senso di comunità. Simboleggia anche un momento importante per la città», ha commentato l’assessora alle pari opportunità. Di impegno reciproco e assunzione di responsabilità ha parlato il sindaco, nel suo discorso introduttivo alla cerimonia. «Un’emozione per me che l’ho celebrata, un riconoscimento di un diritto, segnale di una comunità che cresce,consapevole delle proprie differenze, e che tutela la dignità di tutti come obiettivo di riferimento, ma soprattutto una bella festa».
Veronica Capucci
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