La Nuova Ferrara

Ferrara

Così il lavoro nero si mangia l’economia

Così il lavoro nero si mangia l’economia

Corazzari (Cgil): l’impiego non manca, è sommerso. Ho contato 70 imprese irregolari iscritte alla Camera di Commercio

2 MINUTI DI LETTURA





«Il lavoro non è sparito ma è sprofondato, come un fiume carsico, nella manodopera in nero».

Marco Corazzari, referente dei tessili Cgil, meno di tre settimane fa aveva tenuto una relazione sul sommerso in provincia di Ferrara al convegno “Made in Italy? La continua evoluzione del tessile-abbigliamento” organizzato dalla Filctem Cgil. «L’operazione della Guardia di Finanza, che voglio ringraziare, è lo specchio delle conclusioni della nostra iniziativa: evasione dell’Iva, clandestini, lavoro irregolare. Ed è importante - precisa il sindacalista - che le chiusure disposte dalla Finanza abbiano tenuto conto di illeciti amministrativi e non solo relativi alla sicurezza».

I dati nel nostro territorio, continua Corazzari, descrivono «una situazione drammatica in termini di chiusura di imprese artigiane. Le cifre più aggiornate risalgono al 2014, ma la tendenza è proseguita fino a oggi».

Il paradosso, ribadisce, è che «in realtà il lavoro non manca. Se si leggono con attenzione i registri della Camera di Commercio si nota che, a fronte di una morìa di imprese di subfornitura, prendono consistenza imprese che lavorano in modo irregolare: io ne ho contate una settantina, e con questo tipo di aziende la concorrenza è impossibile». Il fatto che siano iscritte alla Camera di Commercio non deve stupire, aggiunge: «hanno bisogno di aprire una partita Iva proprio per poterla evadere. Il tutto dietro lo scudo del Durc, il documento unico di regolarità contributiva che non è niente più che un’autocertificazione». Ed è anche l’unica “prova” della loro esistenza: «Non essendoci ovviamente mai richieste di ammortizzatori sociali, nè tantomeno denunce da parte dei lavoratori sfruttati, per i sindacati queste restano realtà invisibili con cui non abbiamo alcun rapporto».

Da non trascurare poi il fatto che «queste imprese irregolari hanno come committenti aziende italianissime del territorio, che certamente pretendono la fattura per poter scaricare l’Iva, perché fa parte del gioco. È un fenomeno che sta intaccando anche le grandi imprese: negli ultimi sei mesi abbiamo registrato ricorsi anomali alla cassa integrazione a cui corrisponde un’esternalizzazione del lavoro».

Per questo Corazzari rilancia la proposta di un Osservatorio territoriale - sul modello dell’ex Tavolo della Moda provinciale: «Siamo a disposizione delle forze dell’ordine per fornire e confrontare dati. Serve un impegno comune per monitorare e tenere alta l’attenzione su un fenomeno che ha ripercussioni sociali ed economiche devastanti. A essere penalizzato è prima di tutto il lavoro femminile, fonte di ricchezza delle famiglie. Basti pensare che le lavoratrici delle imprese artigiane sono passate, in tutto il Ferrarese, da seimila a poco più di quattrocento».

Alessandra Mura

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google