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giornata tranquilla ai seggi

«Molti hanno perso un’occasione»

«Molti hanno perso un’occasione»

I commenti tra gli elettori: un errore non recarsi al voto

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SANT’AGOSTINO. Giornata di voto tranquilla a MIrabello, Sant’Agostino, San Carlo e Dosso, i quattro paesi i cui cittadini hanno votato con il referendum consultivo per dare il proprio parere sulla fusione in unico Comune dei due municipi di Sant'Agostino e Mirabello. E sulla scelta del nome da dare al nuovo Comune.

L'affluenza non è stata particolarmente elevata, degli 8mila potenziali elettori alle 14 aveva votato il 13,71% degli elettori a Sant’Agostino, mentre a Mirabello era andato alle urne l’11.45%. Un’affluenza salita poi pian piano nel corso della giornata: così alle 20.30 nel comune di Sant'Agostino aveva votato il 35% dei cittadini che avevano diritto al voto, mentre a Mirabello si è raggiunto il 30%.

«In parte ci aspettavamo questo risultato - afferma Simone Tassinari-, i nostri sondaggi partivano da questo minimo accettabile, dato valutato, confrontando gli ultimi dati delle elezioni nazionali, e anche considerando che si vive in un epoca nella quale la gente e molto diffidente. Questo referendum e stato pubblicizzato in modo volontario, anche a livello economico e abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Con un’affluenza superiore al 30% del totale degli elettori dei due comuni sarà comunque un risultato significativo». Un giovane elettore, Leonardo, al suo primo voto nel seggio di San Carlo, dopo avere depositato le schede nell'urna (quella per il voto sulla fusione e quella per il voto per il nome del comune unico) ha spiegato: «Sono venuto a votare, perché è un diritto di tutti i cittadini esprimere la propria opinione. E questo referendum, rappresenta una scelta importante per il nostro territorio». Giorgio di San Carlo, sapute le percentuali dell'affluenza nei seggi dei due comuni ha affermato: «I numeri hanno dimostrato che solo 1/3 dei cittadini si è interessato a partecipare a questo referendum, molte persone consideravano questa scelta già fatta, nonostante i diversi incontri. E molti non hanno sfruttato la possibilità di poter decidere e cogliere l'occasione di esprimere il proprio parere, ma hanno scelto di far decidere agli altri». Poi, come ha rilevato un’elettrice, l’impressione è che «diversi cittadini abbiano fatto confusione, tra questo referendum e quello nazionale; nonostante i volantini e i vari incontri pubblici, alcuni non sapevano di questo referendum».

Maria Teresa Cafiero

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