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Berco dice no al ritiro della mobilità

Il tavolo al Mise sulla crisi Berco
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Il tavolo al Mise sulla crisi Berco

L'azienda di Thyssen al tavolo ministeriale: trattativa sì, ma la procedura per i 365 lavoratori rimane

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COPPARO. «Ritirate le procedure di mobilità, non ci si può confrontare con la pistola puntata alla tempia». Confronto sì, ma senza il ritiro della minaccia di licenziamenti. Il sindacato cerca di riportare la vertenza per la Berco sui binari della trattativa serenza, ma dal colosso Thyssen arriva il primo no.

Accade a Roma, al Mise (ministero per lo sviluppo economico), dove in mattinata si è aperto il tavolo sulla crisi della fabbrica copparese, sfociata nell'atto unilaterale dell'azienda di apertura della procedura di mobilità per circa un quarto degli organici copparesi.La richiesta sindacale, ritenuta non solo di buon senso, ma condizione necessaria per avviare un utile confronto da tutti i livelli Istituzioni -  dal viceministro Teresa Bellanova agli assessori regionali di Emilia Romagna e Veneto, fino agli esponenti provinciali - però non è stata accolta: l'amministratore delegato di Berco, Sven Arend, ha dichiarato di non voler sospendere la procedura.

A fronte di questo, le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno confermato lo stato di agitazione e la prosecuzione della mobilitazione, per portare Berco a modificare l'atteggiamento sin qui tenuto

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