Caccia complicata ai soldi per i profughi
Arriva in ritardo il sì al programma regionale di sostegno. In ritardo rimborsi nazionali per 2,5 milioni
Ci sono soldi regionali, pochi ma disponibili, che forse non arriveranno perché l’adesione al programma regionale è giunta solo dal consiglio comunale di ieri, a tempo scaduto. E ci sono soldi governativi, tantissimi, che non arrivano per via di ritardi poco chiari nei rimborsi, mettendo in difficoltà le associazioni. Sono i paradossi della vicenda profughi, che ieri ha visto, ad esempio, scontrarsi violentemente le forze politiche in consiglio comunale per l’adesione ad un protocollo regionale sulle attività di volontariato per i richiedenti asilo che... è già scaduto e non si sa se verrà rinnovato. L’ordine del giorno di Renato Finco (Pd), poi approvato con i soli voti della maggioranza, prevede appunto di poter attingere ai fondi regionali, 100mila euro usati solo al 20%, per coprire la formazione, le assicurazioni supplementari e i materiali da destinare agli ospiti disposti ad impegnarsi in imbiancature, sfalci e attività tipiche delle associazioni di volontariato, per un massimo di 50 euro a persona. «Arriverebbero solo 3mila euro a Ferrara, e certe spese andrebbero coperte dai 35 euro a testa già destinati ai migranti, visto che 2,5 vanno all’Asp, altrettanti ai pocket money, 0,5-1 euro alla coordinatrice Camelot, 0,4 appunto alle assicurazioni e il resto al sostentamento dei profughi stessi» ha sillabato Sergio Simeone (M5s), seguito dagli altri consiglieri dell’opposizione. Durissima la risposta di Alberto Bova (Fc), «è una cosa indegna che non si vogliano prendere 50 euro a migrante, soldi già stanziati dalla Regione a questo scopo, e qualche minuto fa avete votato tutti di prendere 10mila euro da Voghiera per ospitare 9 cani all’anno. È ipocrita non voler votare cose giuste, ovvie». La discussione si è scaldata senza però far emergere con chiarezza che il protocollo scadeva a settembre, e non è affatto sicuro un rinnovo, dato lo scarso successo ottenuto. L’assessore Chiara Sapigni ha chiarito che le attività di volontariato in capo all’Asp, gestrice dell’hub già “coperto” dal punto di vista assicurativo, andranno avanti, come pure quelle di 17 associazioni già attive su 146 ospiti (l’Ado potrebbe essere la new entry).
Nessuna novità, è stato ribadito anche nell’incontro di ieri mattina tra Prefettura e Asp, sui rimborsi arretrati. «A Ferrara complessivamente siamo indietro di 2,5 milioni, le associazioni stanno lavorando con le banche ma sono in difficoltà. E il problema è nazionale» ribadisce Sapigni. C’è chi pensa al braccio di ferro con l’Ue per togliere questi fondi dal deficit, ma i soldi della legge di Stabilità arriveranno solo a gennaio. «Speriamo in anticipi, magari dalla Prefettura» dice l’assessore. (s.c.)
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