Il polo odontoiatrico nella Casa della Salute
Il servizio è insediato nei locali dell’ex Sant’Anna che ospitarono la maternità Per 11 anni ha convissuto con i privati in via Montebello. Il nodo “caro-affitto”
Cinque ambulatori dentistici già operativi e la sala d’attesa affollata di utenti. Un intero settore dell’ex Sant’Anna è stato appena imbiancato e rimesso a nuovo per accogliere l’ultimo servizio insediato nella “Cittadella San Rocco”. Un appalto edilizio da oltre 300mila euro più iva affidato alla Geo Costruzioni srl di Formignana ha consentito di espandere ulteriormente la Casa della Salute di Ferrara, in corso Giovecca, negli spazi occupati, prima del trasloco a Cona, dall’ex maternità. Nelle sale del nuovo Polo odontoiatrico (oggi l’inaugurazione ufficiale) sono entrate anche attrezzature acquisite con un investimento di alcune decine di migliaia di euro. Il grande cartello giallo all’esterno, contrassegnato dal numero 13, marca l’ingresso della nuova sede del servizio pubblico inaugurato 11 anni fa, l’1 marzo 2005, in via Montebello, in un'ala quattrocentesca di Palazzo Calcagnini alla presenza dell'allora assessore regionale Giovanni Bissoni. Dei quasi 26 mila cittadini estensi ammessi alle cure del servizio odontoiatrico nazionale attraverso i lea (livelli essenziali di assistenza), quasi la metà, circa 11.500, si rivolgono ogni anno al centro di Ferrara.
In via Montebello, per oltre un decennio, hanno convissuto l’attività pubblica gestita da Asl, Sant’Anna e personale Unife, e quella privata. Una collaborazione fondata sull’alternanza degli orari: al mattino si effettuavano esclusivamente le prestazioni, gratuite e a ticket, destinate a persone con redditi parametrati all’Isee familiare, al pomeriggio l'ambulatorio funzionava come uno studio dentistico tradizionale, con professionisti privati e accesso non vincolato da limiti di reddito. Un sistema superato dall’attuale organizzazione. Proprio quella sorta di “simbiosi” è stata per anni contestata dal sindacato Fials, che aveva anche puntato il mirino sui 250mila euro l’anno pagati come canone d’affitto dall’Asl per poter utilizzare i locali di Palazzo Calcagnini. Nel febbraio del 2015 la società bolognese alla quale l’Asl aveva affidato l’appalto per la fornitura delle assistenti alla poltrona licenziò quattro operatrici e il caso finì sui giornali. Una vicenda seguita dai ripetuti annunci del trasferimento, deciso in un’ottica di risparmio di risorse (la nuova sede è proprietà dell’Asl) ed eseguito pochi giorni fa. Il servizio offre cure ortodontiche e di odontoiatria infantile (apparecchi correttivi fissi e mobili), cure odontoiatriche per adulti (terapia odontoiatrica conservativa, endodonzia, chirurgia orale) e protesi per adulti.(gi.ca.)
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