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La scuola aiuta a restare al passo

La scuola aiuta a restare al passo

Comacchio, un progetto per aiutare gli alunni con problemi di apprendimento

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COMACCHIO. “MagicaMente” è un progetto didattico innovativo, ispirato all'inclusione scolastica, che sarà illustrato giovedì 20 ottobre, alle ore 15, presso la scuola secondaria "G. Casati" di Porto Garibaldi. Il progetto, finanziato dal Comune, risponde ad un preciso bisogno emerso nell'Istituto comprensivo di Porto Garibaldi, il quale ha riscontrato come negli ultimi anni sia incrementato il numero degli allievi con disturbi nell'apprendimento.

«Nella convinzione che tutta la comunità scolastica possa trarre un’importante opportunità di crescita umana e sociale dal contatto quotidiano con la diversabilità, l’Istituto Comprensivo di Porto Garibaldi mette a disposizione dell’integrazione scolastica spazi attrezzati e sussidi informatici - spiega Gianluca Coppola, vicario della dirigente scolastica Maria Gaiani -, per percorsi metodologici e didattici individualizzati: in particolare, l'istituto è dotato di un laboratorio allestito con 10 postazioni internet attive e di 6 aule su 11 dotate di Lim. Considerando inoltre l’integrazione scolastica come priorità etica prima che professionale, - prosegue l'insegnante -,l’Istituto Comprensivo di Porto Garibaldi favorisce l’inclusione, anche attraverso iniziative che superano i confini della didattica in senso stretto, permettendo l’espressione delle potenzialità individuali in progetto di ambito musicale e sportivo, intesi come efficaci strumenti di inserimento». Sulla scorta dell’esperienza maturata nel corso degli anni scolastici 2014-2015 e 2015-2016, concedendo locali e strumentazione informatica della scuola secondaria all'associazione “Sos Dislessia” e attraverso una collaborazione proficua tra scuola, famiglia, operatori del settore, si sono ottenuti riscontri positivi, sfociati nel nuovo progetto, che prende il via da novembre. Nel corso dell'incontro in programma il 20 ottobre prossimo saranno illustrati gli itinerari didattici rivolti ad alunni con certificazione di Dsa e in condizione di “bisogno educativo speciale”, attraverso forme organizzative del lavoro per piccoli gruppi e puntando al rapporto individualizzato, grazie alla presenza, sempre più rara e preziosa, degli insegnanti di sostegno.

Katia Romagnoli

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