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«Rimborsi Carife, non fidatevi del fai-da-te e dei corsari del risparmio»

La protesta dei risparmiatori azzerati
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La protesta dei risparmiatori azzerati

La denuncia di quattro associazioni dei consumatori: molte domande respinte e azioni temerarie, serve una proroga dei termini. Il 22 ottobre al Ridotto risparmiatori a raccolta

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FERRARA. Rappresentano tra il 40 e il 50% dei bondisti azzerati di Carife, ma si dicono preoccupate per la parte restante le quattro associazioni dei consumatori che hanno partecipato ai tavoli con Fondo interbancario e new bank. "Sappiamo che molte delle domande di rimborso presentate nelle prime settimane al Fitd sono state rigettate perché incomplete o con dati falsi, questa non è una procedura che si possa affrontare con il fai-da-te" hanno sottolineato i rappresentanti di Federconsumatori, Adoc, Lega Consumatori e Adiconsum, nel chiamare a raccolta i risparmiatori per sabato 22, alle 10, nel ridotto del Teatro Comunale. In incontro "per informare sulla procedure del rimborso e dell'arbitrato, che ancora non sono complete, chiarire i dubbi e segnalare le situazioni ancora incerte, come le cointestazioni e le eredità". Enrico Scarazzati (Lega) aggiunge anche un affondo contro sigle non presenti ai tavoli ufficiali, "c'è da rabbrividire nel leggere e sentire le cose che raccontano i corsari del risparmio tradito, diciamo no a fantasie e azioni temerarie. Non si può scherzare su queste cose, il 40% degli azzerati delle quattro banche è di Ferrara e provincia".

Roberto Zapparoli (Federconsum) dice che la procedura di rimborso forfettario "sta andando complessivamente bene, anche se ci sono delle criticità: i genitori di un dossier cointestato possono avere il loro rimborso, il figlio che entrato in un secondo tempo rischia di veder bocciata la domanda. Per questo stiamo tenendo ferme le situazioni controverse, sperando in una proroga del termine del 3 gennaio 2017 anche perché i tempi di lavorazione delle pratiche si stanno allungando: da 40' a oltre un'ora". E le lentezze dei rimborsi, tanto che i No al Salva-banche hanno rivelato che un solo rimborso è effettivamente arrivato? "Teniamo conto che il lavoro vero è partito a metà settembre - sottolinea Milena Grassi (Adiconsum) - Le complessità ci sono, basti pensare alle persone residenti all'estero, in Svizzera ad esempio dove c'è una normativa sulla dichiarazione dei redditi diversa". E a Federconsum è capitato anche il caso di un portuense residente a Seattle (Usa) che sta facendo tutto via mail.

Discorso anche più complesso per gli arbitrati, i cui decreti attuativi sono stati bloccati dal Consiglio di Stato, "questa situazione mette in difficoltà anche noi avvocati - ha rilevato Massimo Buja legale di Federconsum - perché non sappiamo, ad esempio, se sarà possibile attivare una perizia: in caso contrario sarà molto difficile ottenere i rimborsi integrali". E anche peggio stanno i 28mila azionisti, "per loro abbiamo dovuto far partire denunce penali e inserimenti nelle procedure contro la dirigenza Carife" ha sottolineato Filippo Massari (Adoc), ma sabato verrà rilanciata la richiesta di poter coinvolgere i futuri acquirenti.

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