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Sì ai lavori di escavo del portocanale

Sì ai lavori di escavo del portocanale

PORTO GARIBALDI. Rientra nell’ambito del “Programma regionale interventi 2016” il finanziamento dei lavori di dragaggio del portocanale di Porto Garibaldi, approvati venerdì scorso dalla giunta...

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PORTO GARIBALDI. Rientra nell’ambito del “Programma regionale interventi 2016” il finanziamento dei lavori di dragaggio del portocanale di Porto Garibaldi, approvati venerdì scorso dalla giunta comacchiese, contestualmente al progetto di fattibilità, sotto il profilo tecnico ed economico. Da anni i pescatori lamentano pericoli e disagi, derivati dall’accumulo di depositi sabbiosi in corrispondenza dell’imboccatura del portocanale. Il progetto approvato, risponde infatti all’esigenza per natanti e pescherecci di entrare ed uscire in sicurezza dal porto. Sono previsti due stralci di lavori di dragaggio per un importo complessivo pari a 150mila euro, suddivisi in 42.300 euro per il primo stralcio e 47.700 euro per il secondo stralcio. In particolare, su indicazioni impartite dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi, l’escavo del porto-canale sarà preceduto da ricognizioni ed eventuale bonifica di ordigni bellici. Sono circa 13.845 i metri cubi di sabbia che saranno dragati, 6.507 dei quali con il primo stralcio e gli altri 7.338 con il secondo stralcio. Il finanziamento regionale include, oltre alle opere, anche i rilievi batimetrici, il monitoraggio dell’Arpae, spese tecniche ed eventuali imprevisti. Il primo intervento attuato per contrastare l’insabbiamento del portocanale risale al 1979, mediante la costruzione di una diga foranea in massi, denominata “Scirocco”.

Nel tempo l’effetto protettivo della diga si è esaurito, rendendo necessari interventi periodici di dragaggio, più o meno consistenti. Nel 1997 sono stati asportati 31mila metri cubi di sabbia, nel 2001 36mila, nel 2007 32.500, nel 2010 100mila, nel 2014 infine 80mila metri cubi. I dati dimostrano che l’effetto del dragaggio è di durata limitata, non oltre i 3 o 4 anni, ma evidenziano al contempo un progressivo incremento del flusso di materiale sabbioso. Il susseguirsi delle mareggiate, quale concausa dei ben noti fenomeni di subsidenza e di erosione della costa, è uno dei fattori che ha maggiormente inciso sul progressivo insabbiamento del portocanale e come, già avvenuto in occasione di interventi precedenti, il materiale sabbioso asportato, sarà utilizzato per il ripascimento di alcuni tratti di arenile particolarmente esposti all’erosione, tra i lidi Scacchi e Pomposa. «Ciò consentirà il rialzamento del fondale – come si legge nella relazione tecnica approvata insieme al progetto di dragaggio -, migliorando, nella zona la capacità di dissipazione dell’energia del moto ondoso lontano dalla riva, riducendo il fenomeno erosivo. Si riattiva in particolare il flusso naturale delle sabbie, che vanno da sud verso nord, flusso interrotto dalla diga foranea del portocanale».

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