La Nuova Ferrara

Ferrara

Zoccoli e ciabatte per quasi un secolo Goro resta “scalza”

Zoccoli e ciabatte per quasi un secolo Goro resta “scalza”

Chiude lo storico negozio di scarpe di via Battisti I titolari: siamo stanchi e la crisi ci ha schiacciati

2 MINUTI DI LETTURA





GORO. Dopo un secolo chiude lo storico negozio di scarpe in via Battisti a Goro. Una doccia fredda per i cittadini, abituati da sempre a passarci davanti, a buttare un occhio alle vetrine smettendo però di entrare. «Siamo stanchi e non più giovani - dicono con rammarico i titolari - e poi a noi hanno preferito nel tempo i centri commerciali, le grandi catene...così abbiamo abbassato la saracinesca non senza dolore».

La storia del negozio di scarpe di via Battisti merita senza alcun dubbio di essere raccontata.

Erano passare poche settimane da quel 4 novembre del 1918 che decretò la fine della grande guerra. Il soldato Filippo Conventi tornò a Goro ma non potè riprendere il lavoro di muratore perché durante il conflitto una pallottola gli perforò la gamba sinistra lasciandolo per sempre mutilato. Senza perdersi d’animo (anche perché i tempi certo non permettevano a un capo famiglia di non lavorare) si inventò un mestiere più adatto alle sue condizioni fisiche, e iniziò a costruire artigianalmente ciabatte e zoccoli di legno che poi vendeva nel negozio (da sempre in via C. Battisti) gestito con la moglie Teresina Telloli (Pita).

Solo ciabatte e zoccoli e di pochi modelli, perché nessuno poteva permettersi le scarpe se non alcune famiglie benestanti che però guardavano altrove.

Nel 1950 subentrò la nipote Francesca Telloli con il marito Vincenzo Ferroni. L'ultimo subentro nel 1962, quando il negozio di scarpe passò a Maria Gianella (la nuora) che lo ha gestito (insieme al marito Lino Ferroni nei ritagli di tempo che gli lasciava l’attività di musicista) fino a poche settimane fa. E se ne va così un pezzo di storia della Goro autentica, che con la Ferramenta Maestri, il negozio di generi Alimentari Brugnoli e il ristorante "Primon", sono stati per quasi un secolo punto di riferimento (e alcuni di questi lo sono ancora) per l'intera comunità.

«Abbiamo dovuto prendere atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti, per diversi motivi - spiega la titolare Maria Gianella - da diversi anni i piccoli negozi come il nostro non sono più competitivi, la gente sceglie i centri commerciali dove trova di tutto, però nonostante questo comunque abbiamo voluto tenere aperto perché almeno era il nostro impegno quotidiano. Col tempo abbiamo dovuto fare conti, oltre che con la crisi, anche con l'età, con tutto quello che comporta...È stata un'avventura lunga oltre cinquant'anni adesso è arrivato il momento di dire basta anche se per noi è un momento triste. Colgo l'occasione per salutare i miei compaesani che per intere generazioni sono stati nostri clienti».

Odino Passarella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google