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«Casa della Salute, un bene da far conoscere»

 «Casa della Salute, un bene da far conoscere»

Convegno sui servizi della Cittadella San Rocco. Vagnini (Asl): più informazione ai cittadini

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Nella stessa giornata in cui si è inaugurato il Polo Odontoiatrico Provinciale alla Casa della Salute, al pomeriggio si è tenuto un workshop informativo, per addetti ai lavori, ma aperto anche alla cittadinanza, per fare il punto su nuove progettualità emerse, e per parlare di integrazione socio sanitaria “Dalla Casa della Salute alla Casa della Comunità”. Ha aperto i lavori il sindaco Tagliani, tornando a ricordare come sia necessaria la riqualificazione urbanistica esterna all'ex ospedale. «Solo 3 anni fa l'anello era vuoto. Ora, hanno trovato posto 3 medicine di gruppo, medicine specialistiche, punto prelievi, e oggi il Polo Odontoiatrico. La stessa determinazione che le due aziende sanitarie hanno dedicato per occupare l'anello, sarebbe proficuo se fosse dedicato alla progettazione urbanistica. Il mio auspicio è di vedere riprogrammati gli spazi esterni. Abbiamo la più grande Casa della Salute in Italia, che rappresenta un modo nuovo di fare sanità in un Paese che cambia». Dello spazio ampio della Cittadella S.Rocco ha parlato anche il neo direttore generale Asl di Ferrara, Claudio Vagnini. «Avere a disposizione uno spazio di quel genere entro le mura è un regalo pazzesco. La struttura deve essere occupata dai servizi. Le Case della Salute per me sono un obiettivo prioritario, e spero che dal confronto di oggi emergano idee nuove. La struttura ha dimensioni fuori dal comune, misure che non si trovano in Italia. Ci sono spazi che possono essere occupati, magari condivisi con l'azienda ospedaliera, in collaborazione con l'università. Si parla spesso di questa realtà come ambiente che ha pochi servizi, o non ne ha a sufficienza. Io ho visto il contrario. Uno dei problemi sarà far sì che le persone, sia ferraresi che non, sappiano di cosa si parla. L'esperienza Casa della Salute è nata proprio in questo territorio. La sensazione è che si debba recuperare il senso di orgoglio nelle due aziende sanitarie, e sarà l'obiettivo del prossimo futuro». Di integrazione socio sanitaria ha parlato il ricercatore Ardigò Martino, che ha dato un importante contributo alla Casa della Salute di Copparo e ora si sta occupando di quelle di Portomaggiore e Ferrara. Una delle sfide future, secondo il ricercatore, sarà quella del cambiamento culturale, che porti a modalità di lavoro diverse, non più basate su una visione frammentaria. La popolazione è invecchiata, e questo porta a intervenire sulle malattie croniche, per cui «dobbiamo essere bravi a cambiare modello assistenziale, e porre l'enfasi sui processi di prevenzione e protezione».

È necessaria quindi un'alleanza tra tutti i settori della comunità, «significa cambiare modello, entrare in reti diffuse», ha detto il ricercatore. Il segretariato sociosanitario entrerà in vigore dal 31 ottobre alla Casa della Salute, e vede un'integrazione di servizi tra Asp e azienda Usl. Il progetto è stato presentato da Federica Rolli, direttore Asp, che ha spiegato come «il 2 febbraio ci è stato dato il mandato di ottenere una maggiore integrazione tra parte sanitaria e servizi Asp. Il gruppo di lavoro oggi si rivolge sia da anziani che ad adulti». Valentina Marzola, coordinatore infermieristico Usl, ha chiarito che l'obiettivo del segretariato socio sanitario sia «favorire l'accesso ai cittadini, attraverso una maggiore integrazione tra servizi e figure sanitarie che lavorano nella struttura». Marilena Marzola, assistente sociale Asp, ha rilevato come «il cittadino dal 31 ottobre troverà un luogo che lo accoglie, viene assistito, e gli si garantisce continuità di cura».

Veronica Capucci

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