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Depredato l’oro della Sacca Vongolari in regola beffati

di Annarita Bova
Depredato l’oro della Sacca Vongolari in regola beffati

Nursery aperta due ore al giorno, trecento barche al lavoro per un bottino magro Gli abusivi hanno rastrellato tutto: sono arrivati a fare 150mila euro a scorribanda

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GORO. Partire dal porto di Goro e navigare per circa due miglia in mezzo al nulla, avvolti dalla nebbia senza capire cosa sia realmente la nursery, la Sacca, le concessioni e la battaglia delle vongole. Trovarsi di punto in bianco davanti a centinaia di barche, tutte con i motori accesi e le idrorasche all’opera all’interno di uno specchio d’acqua grande poche centinaia di ettari e realizzare nel giro di qualche minuto che una realtà simile non può esistere altrove. I coltivatori di vongole stanno raccogliendo il prodotto da seminare nelle concessioni. La Regione ha autorizzato le cooperative a prelevare il novellame che cresce spontaneo nella nursery e che quest’anno ha visto la sua stagione migliore dopo diversi cicli decisamente neri. Per due ore al giorno, dalle 10 alle 12, le macchine entrano in funzione ed inizia la corsa contro il tempo. Il rumore è assordante, i più giovani sono attrezzati con cuffie e abbigliamento adatto mentre gli anziani lavorano ancora a mani nude e capo scoperto in un ottobre sicuramente ancora caldo.

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L’idrorasca, la versione più tecnologica dell’antica rasca con cui venivano raccolte (a braccia) le vongole, lavora sul fondale per qualche minuto mentre le barche percorrono traiettorie che appaiono strane solo agli occhi poco esperti e quindi le reti vengono tirate. Il prodotto a questo punto viene sistemato nei macchinari che lo lavorano direttamente in barca pulendolo, dividendolo per pezzatura e sistemandolo nelle ceste. Ultimo passaggio, i contenitori vengono nella maggior parte dei casi sistemati su altre imbarcazioni (generalmente del Consorzio pescatori di Goro) che portano il novellame direttamente nelle concessioni per piantarlo. Sì, piantarlo e coloro che lavorano in Sacca non sono in realtà pescatori ma “contadini” e le vongole prodotti dell’agricoltura. In effetti per le vongole l’associazione al settore primario non è automatica ma si parla di acquacoltura. Ecco che cosa è la Sacca di Goro e cosa sono le concessioni al largo di Volano così come nei canali interni di Comacchio. Campi coltivabili come possono essere quelli nel Mezzano. Bisogna partire da qui per capire cosa succede e soprattutto cosa è successo nelle scorse settimane.

Tra giugno e agosto le vongole mature, cresciute nelle concessioni, si riproducono ed emettono quello che viene comunemente chiamato “latte”. Per una serie di combinazioni, il latte trova il suo luogo ideale nella zona oggi chiamata nursery dove il novellame cresce spontaneo e se le condizioni sono ottimali, così come è stato quest’anno, le quantità di prodotto nato sono davvero fuori dalla norma. E qualcuno se ne è accorto prima degli altri. O meglio, è andato contro ogni tipo di accordo e di regolamento prelevando migliaia di ceste per venderle al mercato nero a prezzi esorbitanti, rovinando così l’intero mercato in una stagione d’oro. I guadagni? Da capogiro. I contrabbandieri riuscivano a portare a casa anche 500 ceste al giorno. Ogni cesta veniva venduta a circa 100 euro: 50mila euro in poche ore, a costi praticamente nulli e rischio molto basso. I ladri sono andati avanti per settimane, riuscendo a eludere ogni controllo. Come? Basta appunto fare un giro in Sacca, trovarsi avvolti nella nebbia e nel silenzio per riuscire finalmente a capire. È come arrivare in spiaggia con grossi secchi e prendere quanta più sabbia possibile: basta un attimo per riempirne decine, così come basta un attimo per accendere il motore e scappare in una laguna fatta di mare aperto che porta a sentieri interni percorribili solo da navigatori esperti e imbarcazioni piatte e leggere.

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«Hanno portato via tutto - spiegano gli agricoltori del mare a bordo delle imbarcazioni - Questo è quello che rimane in nursery...», continuano mostrando gusci frantumati pieni di fango. «Abbiamo aspettato questa stagione per anni - vanno avanti tra rabbia rassegnazione - Niente anossia e ci siamo salvati anche dalle alghe. Abbiamo passato l’estate a pulire le concessioni, ogni giorno sotto al sole per ore ed ore cercando di togliere anche l’ultimo dei parassiti. E c’eravamo riusciti. Non tenendo conto che di specie di parassiti ce ne sono anche altre». E così, mentre qualcuno «ha messo in rete le immagini delle ceste piene di soldi, giusto per prenderci per i fondelli ( gli uomini delle forze dell’ordine qualche controllo nelle abitazioni lo hanno fatto ecocme, ndr), a noi restano gli scarti. Che per carità, potrebbero anche bene perché comunque si tratta di prodotto ottimo. Il problema è il prezzo. Avremmo potuto vendere le vongole e il novellame facendola da padroni, così invece faremo al limite una patta considerate le spese». Non solo, «il nostro prodotto, d’eccellenza senza alcun dubbio, è adesso allevato altrove, in luoghi dove può crescere anche meglio, dove on ci sono granchi e le acque sono più ossigenate. E noi, proprio noi, saremo costretti a ricomprarlo. Adesso capite da dove nasce la nostra rabbia? E la Regione, cosa fa la Regione?». Qualcosa, a dire il vero, si sta muovendo. Sul tavolo a Bologna il bando per la gestione unitaria della nursery è già pronto anche se si stanno studiando glu ultimi fondamentali dettagli. Lo scopo è quello di dare vita ad un unico soggetto formato da tutte le cooperative ed i consorzi che operano in Sacca così da affidare in toto la gestione degli allevamenti. Regole ferree dettare dagli stessi pescatori e la possibilità di avere un servizio di guardiania molto forte argiando in questo modo, per quanto possibile, gli abusivi. Soci delle cooperative soddisfatti? Per ora nì. Dissidenti per natura, stanno a guardare, cercando di capire dove possono eventualmente nascondersi quelli che loro stessi chiamano “tranelli”.

«Lavorare qui è difficile - dice a mezza voce il comandante della motovedetta di Goro David Bellinaso - Ma per chi fa questo mestiere la Sacca è una scuola unica. Ci sono dinamiche ben precise, equilibri particolari, gente che con il tempo ha capito che deve lavorare con tutte le carte in regola e che quindi oggi forse più di ieri non tollera chi non rispetta le regole». «Per fortuna - aggiunge - adesso anche noi abbiamo dei mezzi di repressione che funzionano meglio, le contravvenzioni sono molto salate, arrivano anche a 60mila euro e non conviene più fare i furbi. Certo, tutto si può e si deve perfezionare ma chi lavora in mare e lo fa seriamente vuole regole rigide e certe».

«Goro e Porto Garibaldi sono marinerie grandi e importanti - fa presente il comandante della Capitaneria Fabrizio Vittozzi - Questo è un territorio con una storia unica alle spalle che va studiata e capita. Da parte nostra i controlli sono costanti, mirati e diversi». Non lo dice esplicitamente il comandante Vittozzi, ma la realtà è che le forze dell’ordine non ce la fanno, gli uomini sono pochi ed i mezzi non sufficienti. «Bisognerebbe iniziare a fare squadra, a unirsi mettendo da parte i campanilismi. Si dovrà lavorare molto e ci vorrà del tempo, magari le nuove generazioni sapranno guardare avanti. Intanto invito alla calma e alla collaborazione. Adesso la situazione è migliorata perché la nursery è aperta e gli abusivi non hanno più ragione di agire. Purtroppo, ed è inutile negarlo, i danni sono stati fatti e sono ingenti».

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