L’alleanza pro-rimborsi: occhio a errori e ‘corsari’
Federconsum, Lega, Adoc e Adiconsum: molte domande respinte, no al fai-da-te E attenti a chi propone azioni temerarie. Dossier controversi per ora non inviati
Un’alleanza tra quattro associazioni di consumatori per tutelare gli azzerati Carife dalle trappole delle varie procedure di rimborso e anche dalle lusinghe dei «corsari del risparmio tradito». Gli alleati sono Federconsumatori, Adoc, Lega Consumatori e Adiconsum che calcolano di rappresentare tra il 40 e il 50% degli obbligazionisti junior, e si dicono preoccupati per la parte restante degli azzerati. «Sappiamo che molte delle domande di rimborso presentate nelle prime settimane al Fitd sono state rigettate perché incomplete o con dati falsi, questa non è una procedura che si possa affrontare con il fai-da-te» hanno sottolineato i rappresentanti dell’alleanza nel chiamare a raccolta i risparmiatori per sabato 22, dalle 10 alle 12, nel ridotto del Comunale. Un incontro «per informare sulla procedure del rimborso e dell'arbitrato, ancora incomplete, chiarire i dubbi e segnalare le situazioni incerte». Enrico Scarazzati (Lega) aggiunge anche un affondo contro sigle non presenti nei tavoli ufficiali, «c'è da rabbrividire nel leggere e sentire le cose che raccontano i corsari del risparmio tradito, diciamo no a fantasie e azioni temerarie. Non si può scherzare su queste cose, il 40% degli azzerati delle quattro banche è di Ferrara e provincia».
Secondo Roberto Zapparoli (Federconsum) la procedura di rimborso forfettario «sta andando complessivamente bene, anche se ci sono delle criticità: i genitori di un dossier cointestato possono avere il loro rimborso, il figlio entrato in un secondo tempo rischia di veder bocciata la domanda. Per questo stiamo tenendo ferme le situazioni controverse, sperando in una proroga del termine del 3 gennaio 2017 anche perché i tempi di lavorazione delle pratiche si stanno allungando: da 40' a oltre un'ora. Chi si rivolge a noi sono persone anziane, dai 60 anni in su, certo non speculatori».
E le lentezze dei rimborsi rivelate dai No al Salva-banche, con un solo azzerato Carife effettivamente ristorato? «Teniamo conto che il lavoro vero è partito per noi a metà settembre - sottolinea Milena Grassi (Adiconsum) - Le complessità ci sono, basti pensare alle persone residenti all'estero, in Svizzera ad esempio dove c'è una normativa sulla dichiarazione dei redditi diversa». E a Federconsum è capitato il caso di un portuense residente a Seattle. Ci sono preoccupazioni anche per i moduli di richiesta compilati dalle banche, «vanno comunque rivisti - è l’avvertimento di Filippo Massari (Adoc) - ricordiamo che la responsabilità di quanto dichiarato è del compilatore. Inoltre bisogna fare valutazioni sull’entità del rimborso: uno può andare fino a Roma in processione, ma resta sempre l’80% di quanto perso».
Discorso anche più complesso per gli arbitrati, i cui decreti attuativi sono stati bloccati dal Consiglio di Stato, «questa situazione mette in difficoltà anche noi avvocati - ha rilevato Massimo Buja, legale di Federconsum - perché non sappiamo se sarà possibile attivare una perizia: in caso contrario sarà molto difficile ottenere i rimborsi integrali». Il possibile passaggio della procedura alla Consob viene vista come un pericolo, per via dell’allungamento dei tempi. Peggio di tutti stanno i 28mila azionisti, «per loro abbiamo dovuto far partire denunce penali e inserimenti nelle procedure contro la dirigenza Carife» ha sottolineato Massari: sabato verrà rilanciata la richiesta di poter coinvolgere i futuri acquirenti. Al Ridotto non ci sarà il sindaco, invitati i parlamentari che potrebbero avere novità dalla commissione Finanze.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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