La Berco tira dritto, sciopero a oltranza
Al Mise l’azienda dà la disponibilità solo a un confronto. I dipendenti incrociano le braccia. Domani incontro a Copparo
COPPARO. Cattive notizie sono arrivate dall’incontro che si è tenuto ieri al ministero dello Sviluppo Economico in merito alla vertenza Berco. L’azienda ha infatti respinto la richiesta finalizzata al ritiro o alla sospensione della procedura di mobilità (331 lavoratori a Copparo e 34 a Castelfranco Veneto) ed ha esclusivamente dato la disponibilità ad un confronto ma senza il ritiro della minaccia dei licenziamenti. «A fronte di questo - affermano in un a nota le segreterie provinciali Fiom-Fim-Uilm e Fismic - è confermato lo stato di agitazione e la prosecuzione della mobilitazione che dovrà portare Berco a modificare l’atteggiamento fin qui tenuto». Come prima risposta immediata i lavoratori dello stabilimento Berco sono usciti dalla fabbrica alle 15 e non vi faranno rientro fino a domani quando è programmato per le 10 a Copparo un incontro tra la direzione Berco e i sindacati. All’incontro al Mise erano presenti la sottosegretaria Teresa Bellanova e Giampiero Castano, coordinatore dell’unità di gestione delle imprese in crisi della Struttura, l’assessore regionale dell’Emilia-Romagna alle Attività Produttive, Palma Costi, l’assessore provinciale Caterina Ferri, il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, il responsabile dell’ufficio crisi della Regione Veneto, le segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Uilm-Uil, i segretari provinciali della Fiom, samuele Lodi, di Fim Sandra Rizzo, che ha la delega nazionale e Alberto Finessi, coordinatore nazionale del settore siderurgia per la Fismic, l’ad di Berco Sven Arend, l’avvocato De Palama per la stessa azienda, Confindustria Ferrara (presente con Ponselè) e Confindustria Treviso.
«Ritirate le procedure di mobilità, non ci si può confrontare con la pistola puntata alla tempia - ha affermato Lodi - l’incontro è stato molto deludente. Tutte le istituzioni hanno detto che noi abbiamo ragione e la viceministro ha parlato di atteggiamento incomprensibile di Berco. La risposta dei lavoratori sarà dura. sciopero a oltranza fino a domani.
Il governo con la viceministro Teresa Bellanova ha invitato Berco a fare una seria riflessione finalizzata al ritiro e o, la sospensione della procedura, per dare inizio ad un vero tavolo di confronto sulle problematiche attuali.
Berco ha respinto la richiesta ed ha esclusivamente dato la disponibilità ad un confronto ma senza il ritiro della minaccia dei licenziamenti.
Massimo Zanirato segretario provinciale Uil: «Nonostante le tutte Istituzioni (Governo Regione Comune) abbiano chiesto all'azienda come pre-condizione all'avvio del negoziato, di ritirare la procedura che prevede i licenziamenti l'azienda si rende indisponibile e vuole tirare avanti. Si rendono necessarie ulteriori e più incisive forme di lotta».
«I dirigenti Berco hanno avuto la capacità di ricompattarci tutti quanti. Il dirigente Castano è starto durissimo nei confronti dell’amministratore delegato Sven Arend. Gli ha ricordato che quattro mesi fa era stato convocato a Roma per conoscere quale era la situazione nelle fabbriche Berco di Copparo e Castelfranco e che disse che non c’era di che preoccuparsi invece non era proprio così, era lampante che era venuto a Roma a non raccontare la verità. Oggi (ieri per chi legge, ndr) c’è stato solamente il teatrino delle marionette».
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