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bondeno. L’ex sindaco Verri sollecita l’intervento del Comune

«Per l’area zuccherificio una società pubblico-privato»

BONDENO. «L'area dell'ex zuccherificio di Bondeno non solo non subirà alcuna riconversione industriale, ma rischia di rimanere completamente abbandonata al degrado». L’ex sindaco Davide Verri, che...

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BONDENO. «L'area dell'ex zuccherificio di Bondeno non solo non subirà alcuna riconversione industriale, ma rischia di rimanere completamente abbandonata al degrado». L’ex sindaco Davide Verri, che ha seguito la prima fase della vicenda, successiva alla chiusura dello stabilimento, accoglie l’ultimatum dell’attuale primo cittadino Fabio Bergamini («la proprietà ceda l’area al Comune) e suggerisce anche gli strumenti per rendere possibile un intervento diretto dell’amministrazione. «A 10 anni di distanza dallo smantellamento del vecchio impianto saccarifero occorrono idee e strumenti più efficaci - spiega Verri - per restituire a quella porzione di territorio un profilo ben diverso da quello sin qui ipotizzato e più aderente alle esigenze di salvaguardia dell'ambiente». Un intervento «di qualità» che vada «a ricucire il tessuto urbano con la realizzazione di piste ciclabili, aree verdi, impianti sportivi e strutture pubbliche ecocompatibili. Anche il nuovo Polo sanitario - continua l’ex sindaco - potrebbe trovare qui giusta collocazione. Perché poi non agevolare la nascita di insediamenti residenziali energeticamente autonomi e in regola con i dettami antisismici». E Verri evidenzia come questo dell’ex zuccherificio sia «il tipico caso dove sperimentare la costituzione di una Società di trasformazione urbana». Introdotto nel 1997 «l'istituto, sulla cui fattibilità peraltro il Comune di Bondeno aveva ottenuto un cospicuo finananziamento, disciplina la costituzione di società pubblico-private per la sviluppo di aree ben delimitate, attraverso l'uso degli strumenti urbanistici vigenti». Una società, di cui il Comune diventa socio al pari di altri soggetti privati, che «potrà acquisire l'area, predisporre eventuali varianti urbanistiche, realizzare le opere e addirittura commercializzarle. La proprietà, cioè Finbieticola Bondeno, potrebbe agevolmente conferire il proprio patrimonio immobiliare nella neocostituita società con un valore sicuramente superiore a quello, ormai irrisorio, di mercato». E questo perchè, rileva Verri, «nessun privato da solo, potrebbe affrontare un simile investimento a Bondeno stante l'attuale situazione economica e di stagnazione del mercato immobiliare. Al Comune di Bondeno quindi il compito di fare da catalizzatore: progettare gli interventi, individuare i giusti interlocutori privati, predisporre un progetto di viabilità e concentrare lì gli investimenti pubblici che la fase di ricostruzione post-sisma prevede».

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