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Protezione civile sfrattata Dipendenti verso l’ex Cso

Protezione civile sfrattata Dipendenti verso l’ex Cso

A giorni il trasloco negli uffici dell’ex Centro Ortofrutticolo di via Bologna Ma c’è posto solo per 33 dipendenti, in diciotto restano ancora a casa

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Trentatrè (quasi) sistemati, diciotto ancora da collocare. Tre settimane dopo lo sgombero della sede di viale Cavour 77 perché non sicura dal punto di vista antisismico, i dipendenti dell’agenzia regionale per la sicurezza territoriale stanno ancora aspettando una “casa” alternativa. L’attesa è ormai agli sgoccioli, assicura il direttore regionale della Protezione Civile, Maurizio Mainetti, almeno per una parte dei lavoratori. «Abbiamo individuato la sede nell’ex Cso (Centro servizi ortofrutticoli) di via Bologna, in zona Fiera, una struttura già di proprietà della Regione. Il trasloco è in fase avanzata, lunedì è cominciata l’installazione dei computer e a giorni la sede potrà accogliere i dipendenti». Non tutti, per ora. Per il momento la disponibilità si ferma a 33 persone e, pur al netto di coloro che sono impegnati all’esterno nei cantieri (non più di 4-5), resta oltre una decina di addetti da ricollocare in via definitiva. Non sono mancate polemiche e difficoltà, in questi giorni, a cominciare dal trasferimento di parte del personale in una struttura di Final di Rero, una soluzione che si è poi rivelata poco felice per la presenza di quintali di macerie abbandonate a poca distanza, e a rischio di contaminazione da amianto. Per trovare un alloggio alternativo si era mosso anche il presidente della Provincia Tagliani, mettendo a disposizione Palazzo Polo di via Madama (sede dell’ex Provveditorato): «Un aiuto che abbiamo molto apprezzato - continua Mainetti - anche se la scelta alla fine è caduta su un immobile già di proprietà della Regione, perché più semplice dal punto di vista burocratico». Nella stessa struttura trova sede la polizia Municipale di Ferrara e, fino a poco tempo fa, anche alcuni uffici dell’Arpae, ora trasferiti in corso Isonzo (vedi articolo a fianco). «Si sono liberati così altri spazi che, tra qualche mese, potranno accogliere altri 12 dipendenti - prosegue Mainetti - Nella stessa area sta cominciando inoltre la costruzione di un’altra struttura, già finanziata, che diventerà il Centro Logistico della Protezione Civile e dove troveranno posto gli addetti ora dislocati a Final di Rero. In questo modo - conclude Mainetti - l’area dell’ex Cso diventerà il Polo regionale della Protezione Civile». Ma in attesa di realizzare questi progetti, la sistemazione logistica di parte del personale è una questione in parte ancora aperta. Se ne è discusso giovedì in regione a un incontro a cui hanno preso parte lo stesso direttore regionale Mainetti, il direttore generale delle Risorse della regione, Francesco Frieri, la dirigente del settore Patrimonio Grazia Cesari e i rappresentanti sindacali: «Per i dipendenti che per ora non troveranno posto nella sede dell’ex Cso - spiega Giovanni Veltri (Fp Cgil) - è stata proposta la collocazione a Bologna per alcuni giorni alla settimana, e su questa soluzione abbiamo espresso le nostre perplessità». In ogni caso, l’imperativo è quello di arrivare in tempi brevi a una sistemazione alternativa di tutti i dipendenti “sfrattati” e mettere fine a una situazione di stallo che si trascina, tra soluzioni tampone e d’emergenza, da quasi tre settimane. Nel frattempo, l’edificio di viale Cavour 77 dichiarato inagibile “a singhiozzo” (evacuati il primo, secondo e metà del terzo piano, mentre nell’altra metà del terzo e al quarto piano continuano a lavorare i dipendenti dell’Aipo e del Provveditorato delle Opere pubbliche della Lombardia) è oggetto di ulteriori accertamenti tecnici. (a.m.)

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