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Addio al museo della nave romana

Addio al museo della nave romana

Chiusura a inizio novembre. I reperti nella nuova struttura comacchiese dedicata all’archeologia

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COMACCHIO. Ai primi di novembre chiuderà i battenti il Museo del carico della nave romana, per consentire il graduale trasferimento dei suoi preziosi reperti al piano terra dell’ex Ospedale settecentesco degli Infermi, situato sulla opposta sponda del canale Maggiore.

Sta andando avanti nel rispetto dei tempi, definiti e condivisi tra Comune e Soprintendenza, il progetto degli allestimenti museali all’interno del Museo Delta Antico. L’impresa Crown, specializzata nel settore degli imballaggi, sta costruendo una grande cassa climatizzata, nella quale saranno alloggiati i reperti di origine organica, che facevano parte del carico rinvenuto a bordo, quali parti di abbigliamento in cuoio e le caligae, calzature dei legionari romani, altrettanto in cuoio, giunte sino a noi pressochè intatte. Tuttavia il trasferimento dei reperti della nave, sarà preceduto da quello di beni archeologici più ingombranti, a partire dalla piroga, imbarcazione monossile di epoca tardo-romana, già restaurata, in attesa di assestamento e delle stuccature, da effettuarsi proprio nel nuovo museo.

Anche quella del 31 dicembre 2016 è una data decisiva per il nuovo museo archeologico, perché segna la chiusura del cantiere di una seconda ditta, la Tecton, società cooperativa di Reggio Emilia, aggiudicataria della gara per la realizzazione degli apparati espositivi. In sostanza tra novembre e dicembre, contestualmente allo “svuotamento” del vecchio museo del carico della nave romana, dovranno essere collocati nell’ex ospedale settecentesco degli Infermi i pannelli di separazione sui muri, le vetrine espositive, supporti ed apparati di illuminazione. Dovrà essere attivato anche l’impianto di riscaldamento, per far sì che la piroga restaurata, possa beneficiare del necessario assestamento. La posa degli apparati multimediali, delle scenografie e della grafica come previsto dal crono-programma dovrà essere realizzata nella prima parte del mese di gennaio, alla quale seguiranno gli allestimenti veri e propri, sino alle attività di collaudo e di controllo.

Settecento sono complessivamente i reperti che facevano parte del carico della nave romana e che troveranno nuova dimora nel Museo Delta Antico. Ad essi vanno sommati circa 1500 ulteriori reperti restaurati, in parte provenienti dai depositi del Museo archeologico nazionale di Ferrara e mai esposti in pubblico. La parte restante invece proviene dagli scavi condotti, tra il 2006 ed il 2008 dall’archeologo dell’università di Venezia, Sauro Gelichi. Dagli scavi compiuti sotto il sagrato della concattedrale di San Cassiano, nacque l'idea della mostra “L’Isola del Vescovo”, inaugurata il 26 marzo 2009, proprio nell’ex ospedale settecentesco degli Infermi. La chiusura temporanea del Museo del carico della nave romana, in vista del trasloco, dovrebbe riservare un’altra attesa novità, quella dell’arrivo a Comacchio dei reperti di Pompei ed Ercolano, dopo la firma di un accordo di programma con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli,per una esposizione temporanea.

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