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«L’inceneritore di Hera non brucerà rifiuti in più»

«L’inceneritore di Hera non brucerà rifiuti in più»

Gli assessori Gazzolo (Regione) e Ferri (Comune): maggiore attività solo a Parma In Emilia Romagna cresce la spazzatura da smaltire. «Ma si migliorerà nel 2017»

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Dopo aver smaltito le 12mila tonnellate di rifiuti inviate dalla Puglia l’inceneritore di Ferrara è rientrato nel regime ordinario. «Non sarà bruciato un chilo di rifiuti in più rispetto alle 130mila tonnellate/anno previste dall’accordo locale», annuncia l’assessore comunale all’ambiente Caterina Ferri. Intanto dalla Regione l’assessore competente, Paola Gazzolo, ricorda che le 12mila tonnellate provenienti dalla Puglia e trattate nell’inceneritore di Hera «nei mesi estivi, fino a settembre, erano già contemplate nell’autorizzazione al funzionamento» dell’impianto estense che consente un aumento della capacità fino a 142mila tonnellate/anno ma solo in caso di emergenza sanitaria/ambientale.

Dichiarazioni che gettano acqua sul fuoco dopo che nella giornata di ieri erano circolati commenti politici e notizie d’agenzia che annunciavano un aumento dell’attività di numerosi inceneritori emiliano romagnoli, tra cui quello di Ferrara. «Solo l'impianto di Parma sarà chiamato, per un periodo limitato di due mesi e quindi fino al 31 dicembre, a trattare circa 30 mila tonnellate aggiuntive, ma comunque ampiamente nei limiti della valutazione di impatto ambientale già svolta», ha precisato l'assessore regionale dopo la delibera approvata dalla giunta e illustrata la scorsa settimana in commissione. «L’aumento della portata deciso per cinque inceneritori» della regione era stato citato in un comunicato dai consiglieri regionali del M5S, Gianluca Sassi ed Andrea Bertani, nel quale si faceva esplicito riferimento alle «variazioni di capacità degli inceneritori di Parma, Modena, Ferrara, Rimini e Forlì». Notizia smentita nel pomeriggio dall'assessore Gazzolo che ha segnalato il solo caso di Parma come «scelta temporanea. Dall'1 gennaio 2017 il carico autorizzato per l'impianto di Ugozzolo (Pr) tornerà quello previsto nella pianificazione regionale, ossia 130 mila tonnellate». I dati economici, ha aggiunto l’assessore, «indicano che crescono i consumi, l'occupazione e le presenze turistiche sulla costa, quindi anche i rifiuti prodotti, nonostante un costante incremento della capacità di differenziare e ridurre l'indifferenziato». L’Emilia Romagna resta «comunque - ha aggiunto Gazzolo - totalmente autosufficiente nello smaltimento, come previsto dal piano regionale: gli impianti attivi riescono ad assorbire l'aumento dei rifiuti urbani prodotti sul proprio territorio, nel limite delle capacità già autorizzate». Qualcosa comunque cambierà almeno nel mix dei rifiuti perché «gli impianti di termovalorizzazione tratteranno più rifiuti urbani e meno speciali che, a loro volta, verranno parzialmente assorbiti dalle discariche già autorizzate, nel pieno rispetto della pianificazione regionale». In Emilia Romagna gli effetti positivi delle misure previste dal piano regionale «si dispiegheranno a partire dal 2017». Non è mancata la sferzata del M5S: «La promessa del governatore Stefano Bonaccini di iniziare a spegnere qualche inceneritore in Emilia-Romagna era solo un bluff».

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