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«La sirena annunciava il ritorno di papà»

«La sirena annunciava il ritorno di papà»

Rosso in viso, chiuso in una impenetrabile timidezza, Patrizio Occai si fa coraggio e parla. «Mio papà lavorava qui, adesso non c’è più. Ero piccolino quando è morto. Abito a pochi metri da qui e...

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Rosso in viso, chiuso in una impenetrabile timidezza, Patrizio Occai si fa coraggio e parla. «Mio papà lavorava qui, adesso non c’è più. Ero piccolino quando è morto. Abito a pochi metri da qui e sono cresciuto con il miraggio della Berco. E anche con la sirena, a dire il vero, che oggi non c’è più». Da settembre, a quanto pare perché disturbava troppo, il suono che ha scandito le ore di intere generazioni è stato reso muto. «Suonava a 20 alle 8, a 5 alle 8 e alle 12 - va avanti Patrizio Occai - Un suono per me bellissimo, scontato. Aspettavo con ansia quello delle 17.30 che indicava la fine della giornata. Mio padre sarebbe rientrato dopo dieci minuti e d’estate uscivamo tutti in cortile. Dopo 70 anni l’hanno spenta. Chissà poi perché, in fondo anche il campanile suona tutte le ore». «Quando mi hanno assunto ho provato una gioia immensa, mi sono sentito molto orgoglioso e ho pensato a mio padre, a quanto sarebbe stato felice per me. Spero di finire qui il mio percorso, nella mia Berco, nella fabbrica che ha dato da vivere alla mia famiglia».

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