«Tutta la città venga nel piazzale»
I dipendenti chiedono più solidarietà e invitano a manifestare
La tensione è alta, le aspettative tante e il lavoro di mediazione continuo. La polizia, presente alla Berco, sta ben lontana dai lavoratori e il clima davanti alla fabbrica è composto e tranquillo.
Prima di andare all’assembela prevista per ieri alla VM al Cento, il coordinatore nazionale della Fiom gruppo Fca Michele De Palma, è andato nel pomeriggio di ieri a Copparo a incontrare i lavoratori ed ha postato sulla sua pagina Facebook un messaggio diretto a renzi: «Presidente, mentre lei è negli Usa le volevamo mandare una cartolina di saluti e abbracci dal presidio della Berco (Thyssen). Qui va tutto bene, nulla è cambiato, le aziende continuano a licenziare come prima e noi sempre lì alle 5 del mattino l'angoscia e un cappuccino per resistere sempre un minuto in più».
I rapprentanti delle diverse sigle sindacali stanno ben gestendo la protesta, anche se non è facile. «Hanno aderto tutti, la fabbrica è chiusa, dentro non c’è nessuno - spiegano - Abbiamo anche affrontato la questione dei 40 interinali che non sono dipendenti dell’azienda. Questa mattina (ieri, ndr) in 20 si sono presentati qui davanti e gli abbiamo spiegato che non possono lavorare per motivi di sicurezza. Hanno capito e ci stanno appoggiando». Nessuno, davvero nessuno dei 1.500 operai ha manifestato la volontà di rinunciare a scioperare. «Sarebbe una follia, non dobbiamo mollare».
Intanto c’è chi, dopo diverse ore in piedi o sulle sedie all’interno dei locali che ospitano anche la mensa, lamenta la non partecipazione degli altri cittadini. «Un po’ dispiace vedere che questa volta siamo soli - dicono nel piazzale - Due anni fa sono arrivati tutti, dal panettiere al pizzaiolo e ci hanno portato da mangiare e da bere, facendoci sentire meno soli. Anche i dipendenti della coop erano arrivati qui con noi. In paese alcuno negozi avevano abbassato le saracinseche, altri distribuivano volantini. Ecco sarebbe bello essere qui tutti perché se la Berco chiude Copparo muore. I commercianti del centro forse sottovalutano l’importanza di questo sciopero, della presenza dell’azienda sul territorio». L’invito è dunque a «venirci a trovare, a farci capire che non siamo soli e che questa doccia fredda non riguarda solo noi e le nostre famiglie». Oggi alle 10 il confronto. Quindi si deciderà cosa fare. «La speranza è che il piazzale si riempia e che le voci siano tutte nella stessa direzione».
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