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Un carico che ha permesso di far luce sull’attività nel delta in età imperiale

Un carico che ha permesso di far luce sull’attività nel delta in età imperiale

Il museo del carico della nave romana, allestito nell'ex carcere risorgimentale di via Agatopisto, è stato inaugurato nel 2001. Distribuito attualmente in due ampie sale, il prezioso carico della...

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Il museo del carico della nave romana, allestito nell'ex carcere risorgimentale di via Agatopisto, è stato inaugurato nel 2001. Distribuito attualmente in due ampie sale, il prezioso carico della nave romana ha potuto conservarsi per quasi due millenni, grazie agli oltre due metri di fango, che hanno fatto da barriera protettiva contro le aggressioni degli agenti atmosferici. La nave, la cui datazione si richiama ai marchi impressi nei lingotti di piombo rinvenuti a bordo, è attribuibile con certezza all'età imperiale di Agrippa (I sec. d.C.). Come si ricorda, la nave romana è venuta alla luce nel 1981, durante lavori di scavo in un canale di scolo a Valle Ponti e trasferita nel 1989 in uno dei padiglioni di Palazzo Bellini, custodita in un contro-scafo in vetro-resina, in attesa di restauro. Secondo gli archeologi la nave, adibita al trasporto di merci, sarebbe stata abbandonata prima del naufragio a ridosso della foce del Po.

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