Quella delibera revocata dopo il pressing dell’Anac
L’affidamento diretto a Camelot della gestione dei fondi Sprar da parte del Comune era finito nel mirino dell’Anac nel giugno del 2015. In quel periodo la procura di Ferrara aveva già aperto un’indagi...
L’affidamento diretto a Camelot della gestione dei fondi Sprar da parte del Comune era finito nel mirino dell’Anac nel giugno del 2015. In quel periodo la procura di Ferrara aveva già aperto un’indagine conoscitiva in seguito ad esposti e segnalazioni, anche da parte del consigliere di Gol Francesco Rendine, ma è stato inseguito alle osservazioni dell’Anticorruzione che il Comune aveva deciso di annullare la delibera, revocare l’affidamento diretto e aprire un bando di gara, così come richiesto dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Nella sua comunicazione all’amministrazione comunale, l’Anac aveva richiamato una sua specifica deliberazione del 2014 nella quale si richiedeva «un confronto concorrenziale» anche per i progetti Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), quando sono in ballo soldi pubblici. Secondo l’Anticorruzione dunque la gestione dei fondi Sprar non poteva essere assegnata con un affidamento diretto, ma doveva essere stabilita attraverso una gara d’appalto. Dopo una serie di schermaglie difensive, (basate su «orientamenti interpretativi di non semplice e univoca lettura» dovuti al «susseguirsi di determinazioni e linee guida in continua evoluzione, e a volte contradditori») e di giustificazioni (l'adesione al bando Sprar, del 2013, era stata precedente alla delibera 7/2014 dell'Anac) il Comune alla fine aveva ceduto al pressing dell’Anac e aveva dunque deciso di revocare la delibera nel corso di una riunione di giunta del 7 luglio 2015. Una retromarcia che aveva innescato furibonde polemiche per le modalità con cui era stata gestita: nessuna comunicazione ufficiale se non la pubblicazione dell’atto sul sito internet dell’amministrazione. Poco dopo, a settembre, l’inchiesta su Camelot entrava nel vivo con le acquisizioni documentali nelle sedi di Comune, Camelot e Asp da parte di procura e Guardia di Finanza.
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