La Nuova Ferrara

Ferrara

Appalti troppo diretti, è abuso d’ufficio

di Daniele Predieri
Appalti troppo diretti, è abuso d’ufficio

Ferrara, per i fondi a Camelot notificati due avvisi di garanzia alla dirigente comunale Lucia Bergamini e all’ex direttore Asp, Maurizio Pesci

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FERRARA. Alla fine Cantone aveva ragione: aveva ragione il presidente dell’Autority Anticorruzione un anno fa, estate 2015, a muovere rilievi alle procedure d'affidamento degli appalti sui servizi di accoglienza dei migranti da parte del Comune alla Coop Camelot. Le critiche che Cantone aveva notificato al Comune stesso sono state trasformate oggi in reato penale dalla procura cittadina che ha inviato due avvisi di garanzia ad una dirigente del Comune di Ferrara, Lucia Bergamini e all’ex direttore dell’Asp (Azienda servizi alla persona), Maurizio Pesci. Il reato ipotizzato è quello di abuso d’ufficio per vantaggio patrimoniale e solo ieri mattina 21 ottobre ad entrambi gli indagati sono stati notificati gli atti conclusivi del pm Stefano Longhi che ha sintetizzato le indagini della guardia di finanza. Gli avvisi di reato sono stati decisi dagli inquirenti come atto di garanzia verso i due dirigenti pubblici per portarli a conoscenza della posizione di indagati e invitarli a rendere interrogatorio, fissato alla settimana prossima.

Però, sulle posizioni, tra la dirigente del Comune e l’ex direttore Asp, occorre fare una distinzione, poichè sono disgiunte, per fatti diversi. Alla Bergamini viene contestato l’abuso d’ufficio per violazioni del codice degli appalti, per avere seguito la procedura dell’affidamento diretto alla Coop Camelot, degli appalti per i servizi di assistenza e accoglienza migranti, per diversi anni, per cifre importanti (svariati milioni) e senza optare per una gara pubblica, un “cottimo fiduciario” che l’avrebbe obbligata a invitare altri soggetti o aziende di servizi del settore per garantire la libera concorrenza, principio assoluto dei bandi di gara pubblici. All’ex direttore Asp, Maurizio Pesci, viene contestato invece un solo fatto: l’affidamento diretto a Camelot di servizi socio-assistenziali, solo per un anno - termine temporaneo in cui il Comune delegò Asp a gestire per conto suo questi servizi - per un progetto da attivare al Centro sociale il Melo. Due posizioni diverse, dunque, per appalti assegnati in settori differenti (migranti e sociale), fatti ai quali tuttavia come “vestito” giuridico viene data l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. I due dirigenti sono stati invitati dalla procura a rendere interrogatorio per la settimana prossima, e qui potranno chiarire i motivi che li hanno portati a decidere la procedura seguita negli affidamenti diretti a Camelot senza valutare la gara d’appalto.

In vista degli interrogatori, hanno già nominato difensori di fiducia, interpellati ieri dalla Nuova Ferrara, gli avvocati Gianluigi Pieraccini per la Bergamini e Fabio Anselmo per Pesci. Per quanto riguarda Pieraccini, contattato ieri fuori Ferrara non ha rilascio nessuna dichiarazione. Dal canto suo, l’altro difensore, Anselmo - anche lui fuori Ferrara - si è limitato a ribadire che «siamo del tutto sereni e abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura come siamo altrettanto fiduciosi di poter spiegare tutto. Abbiamo preso atto delle contestazioni a nostro carico, che ho appreso da poco (ieri, ndr) e che approfondiremo: conoscendo bene Pesci posso affermare che ne uscirà a testa alta».

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