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Nessun conflitto di interessi. il sindaco tagliani: esposti inutili

«Indegna speculazione politica»

«Indegna speculazione politica»

Gli assessori Maisto e Merli: ora più decisi contro chi ci ha diffamato

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Sugli avvisi di garanzia ai due dirigenti comunali è cauto il sindaco Tiziano Tagliani, non conoscendo nei dettagli accuse e nomi dei dirigenti indagati: «Quando i fatti saranno collocati nella loro esatta dimensione, confido che gli indagati possano chiarire la loro posizione». Ciò che invece commenta in modo energico è la conclusione della procura sull’inestistenza - riportata ieri dalla Nuova Ferrara - di presunti conflitti di interessi, ‘parentopoli’, affidamenti ad ‘amici degli amici’: insomma che il Comune desse appalti a Camelot con interessi privati. «Di fronte a decine di esposti alla procura e alla Corte dei conti - spiega Tagliani - che hanno coinvolto assessori della mia amministrazione, ciò che esce oggi è un quadro largamente ridimensionato dal quale gli amministratori sono esclusi: ciò fa giustizia a centinaia di pagine ed interpellanze inutilmente presentate dalla opposizione». E chiude tagliente: «è stato ampiamente dimostrato che nessuna delle "spaventose ed inquietanti" prospettazioni, fatte negli anni scorsi, abbiano trovato il minimo riscontro». Ancor più soddisfatti gli assessori Simone Merli e Massimo Maisto, chiamati in causa dal capogruppo leghista Alan Fabbri, che loro poi hanno querelato per diffamazione: «Non sono mai stato preoccupato sulla mia posizione per il modo di intendere che ho della politica: quando si è persone serie non fa piacere essere diffamati come accaduto e mi auguro che la nostra denuncia ora si concluda attribuendo precise responsabilità, fino in fondo: quando si getta fango addosso alle persone per bene, queste non possono non reagire soprattutto quando convinte di non aver commesso nessun reato». «Nessuno deve aver dubbi sulla mia persona e sul mio operato di amministratore - riprende l’assessore Maisto - sono soddisfatto di ciò che è emerso: io , noi eravamo assolutamente tranquilli perché quella contro di noi sapevano essere una indegna speculazione politica. Lo ribadisco, non si può mischiare dibattito politico con la diffamazione, ora andremo avanti più decisi di prima: potremmo parlare per ore degli aspetti della indegna politica, mi limito a dire che ne usciamo più puliti che mai, ora qualcuno sarà chiamato a pagarne le conseguenze».

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