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La Lega: buoni Coop svenduti dai rifugiati e usati da commercianti cinesi o pakistani

La denuncia dei leghisti Lodi e Fabbri
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La denuncia dei leghisti Lodi e Fabbri

Ferrara, i leghisti hanno filmano l'acquisto a 4 euro di buoni da 5, poi rivenduti in un market. "Business da centinaia di migliaia di euro"

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FERRARA. Buoni pasto per la sola Coop Alleanza 3.0 (ex Coop Estense) e con il marchio Camelot, venduti a prezzo scontato per strada dai richiedenti asilo ai quali vengono distribuiti, e utilizzati anche da commercianti cinesi e pakistani per fare incetta di beni di consumo all'iper. E' questo lo scenario descritto dalla Lega Nord che ha realizzato anche un video nel quale si vede, tra l'altro, Nicola Lodi comprare in zona San Giorgio a 4 euro l'uno un blocchetto di buoni da 5 euro, per poi cercare di rivenderli in market cinesi ("una volta li prendevamo") e pakistani (vendita andata a buon fine dopo due tentativi al prezzo di 2,5 euro a buono). "Con questa indagine lunga e difficile, perché c'è stata tanta omertà, abbiamo smascherato un business attorno a questi buoni - ha denunciato Lodi - Invece di sfamare i richiedenti asilo, vanno ad arricchire gente che andrebbe mandata a casa loro a calci in culo. E i richiedenti asilo, ce lo hanno testimoniato delle commesse dell'Iper che ricevevano pressioni dai loro dirigenti per non fare problemi, li usano per compare casse di birra, fare feste e ubriacarsi".

 Secondo il consigliere regionale Alan Fabbri, che ha preannunciato interpellanze a Bologna come a Roma, ci sono diverse cose da chiarire: "Questi buoni dovrebbero essere nominativi, per impedire affari da centinaia di migliaia di euro. Inoltre non si dovrebbe poter comprare alcol, visto che servono per il vitto dei rifugiati. Non si capisce perché, poi, si possano spendere solo alla Coop". I leghisti chiedono "il ritiro immediato dei buoni".

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