La Nuova Ferrara

Ferrara

Sel si sfarina, è scontro totale

Documento di 43 iscritti, tra cui Felletti e Soffritti, contro Fiorentini e la co-coordinatrice Tuffanelli

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Sel a Ferrara è divisa in due fazioni, che possono prendere nomi diversi a seconda dei punti di osservazione e delle ulteriori segmentazioni: 1) gli anti-renziani puri (cui si sommano gli anti-Tagliani che considerano il sindaco reo di essere del Pd) contro i filo-Pd e i filo-Tagliani; 2) gli anti-soffrittiani contro i soffrittiani; 3) gli anti-Felletti (l’assessora in giunta) contro gli anti-Fiorentini (il consigliere comunale). Questa terza contrapposizione insieme ai contenuti propriamente politici sottende uno scontro autentico di potere, nel senso di poltrona. Far fuori Annalisa Felletti, accusata dei suoi denigratori di essersi accaparrata lo scanno in giunta approfittando del potere che aveva quando era segretaria provinciale, significherebbe riaprire i giochi per quel posto di assessore così ambìto. Sull’altro versante mettere alle corde Leonardo Fiorentini equivarrebbe a liberarsi di quello che i “veri compagni” considerano come una sorta di usurpatore della rappresentanza di Sel nell’aula municipale, visto che è poco più di un verde per di più nemmeno iscritto a Sel.

La sera del 20 questa miscela esplosiva dai molteplici inneschi si è ritrovata nella sede della Federazione per l’assemblea provinciale convocata dai due co-coordinatori Alessandra Tuffanelli e Alex Canella per fare il punto programmatico sull’amministrazione comunale di Ferrara. Si è generato il caos. L’assemblea provinciale scaturita dall’ultimo congresso è di 18 componenti; ce n’erano solo 7, in compenso c’erano altri 43 iscritti, tra cui Roberto Soffritti, che volevano farsi sentire. Tuffanelli, stando al resoconto fatto dai suo avversari, ha dato un giudizio «nel suo complesso positivo» della giunta Tagliani. Fin qui le micce erano rimaste spente. Ma quando uno dei 43 si è alzato per parlare la presidenza gliel’ha impedito poichè non ne aveva diritto non facendo parte dell’assemblea provinciale. Sono volate parole grosse. Molto grosse. Tuffanelli e altri 7, tra cui Leonardo Fiorentini, hanno abbandonato il campo, di cui sono rimasti padroni i 43, tra cui Annalisa Felletti che dell’assemblea provinciale fa parte. I 43 hanno discusso e approvato un documento spietato nei confronti della Tuffanelli, durissimo nei confronti di Fiorentini e plaudente nei confronti della Felletti («rinnovato sostegno e apprezzamento per il suo operato»). La Tuffanelli è bollata con un «giudizio fortemente negativo» e giudicata rea di essere rimasta «illegittimamente» al proprio posto nonostante sei mesi fa sia stata sfiduciata «da quasi l’80% degli iscritti al Partito», dando «prova del disprezzo delle più basilari regole della democrazia interna». Fiorentini viene redarguito per aver deciso solo soletto di cambiare nome al gruppo consiliare da Sel a Sinistra Italiana (Si), operazione definita «scellerata» poichè ha «disatteso la fiducia di migliaia di elettori» per dare corda «a 5, sottolineiamo 5 pre-iscritti a Sinistra Italiana».

Marcello Pradarelli

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