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Per Nuova Carife torna in pista il Fitd

di Marcello Pradarelli

Zapparoli (Federconsum): le ultime notizie dicono che sarà attivato lo “schema volontario” come per Tercas e CariCesena

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«Per quanto riguarda la vendita della Nuova Carife le ultime notizie che abbiamo dicono che sarà attivato lo “schema volontario” presso il Fondo Interbancario, meccanismo attraverso il quale si è già intervenuti su Tercas e CariCesena». Che si vada, sia pur per vie un po’ più traverse, verso la soluzione Fitd che era stata approvata dai soci Carife nell’assemblea del 30 luglio 2015 poi spazzata via dal decreto Salvabanche, l’ha detto il presidente di Ferconsumatori Roberto Zapparoli aprendo ieri mattina al Ridotto del Teatro Comunale l’incontro con gli azzerati Carife promosso insieme a Lega Consumatori, Adiconsum e Adoc.

Lo “schema volontario” è l’escamotage per aggirare il divieto di aiuto di Stato nei salvataggi delle banche, visto che l’Europa considera le iniezioni di capitale del Fitd alla stregua di soldi pubblici benchè provengano da banche private. Zapparoli ha però aggiunto che quella dello “schema volontario-Fitd” è solo una soluzione-ponte, «un traghettamento verso la cessione vera e propria a una banca o a un fondo di investimento». E tutti al Ridotto si augurano che dopo il Fitd arrivi, possibilmente molto presto, una banca.

Rimborsi e arbitrati. L’incontro, però, era stato convocato per fare il punto della situazione sulle procedure dei rimborsi per gli obbligazionisti. Fra le associazione dei consumatori le letture e i pareri erano diversificati, ma Adoc, Adiconsum, Lega Consumaori e Federconsumatori sono riusciti a uniformare le opinioni e a proporsi ora in modo unitario ai risparmiatori di Carife.

Alla politica e alle istituzioni variamente coinvolte nelle procedure legate ai rimborsi degli obbligazionisti (governo, Bankitalia, Consob, Anac) le associazioni chiedono due cose innanzitutto: il regolamento attuativo dell’arbitrato e una proroga dei termini che scadono a gennaio per presentare le domande di rimborso automatico (80% del risparmio azzerato). A proposito del rimborso automatico, c’è poi da superare lo scoglio che taglia fuori i parenti cui sono stati trasferite in toto o in parte le obbligazioni. La norma dice che si ha diritto al rimborso se il trasferimento avviene in linea ereditaria, non se è avvenuta tra vivi.

Padri e figli. Per Antonio Frascerra (Lega Consumatori) e non solo per lui siamo davanti a una palese incostituzionalità: a suo avviso il requisito del “rapporto individuale diretto”, sussiste sia se il padre muore e le obbligazioni passano al figlio, sia se il padre decide di trasferirle al figlio quando entrambi sono vivi e vegeti. A occuparsi di questa e di altre materie controverse doveva essere l’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione), ma «il presidente Cantone ha passato la palla alla Consob e adesso - si lamenta Frascerra - siamo di nuovo al punto di partenza». Il tema l’ha affrontato anche Milena Grassi (Adiconsum), non solo per invocare chiarezza da chi sta a Roma, ma anche per mettere in guardia i risparmiatori; «Non aspettate l’ultimo minuto per portarci la documentazione per i rimborsi». Questo perché a volte capita di scoprire che una pratica che pareva semplice è in realtà assai più complessa.

Al momento il parente obbligazionista può andare alla ricerca dei risparmio perduto solo con l’arbitrato. Peccato solo che nessun sa bene dove e come si prende la strada per l’arbitrato. E questo spiega perché - come ammette Milena Grassi - le associazioni siano «in difficoltà nel dare consigli». Basti dire che - il fatto è stato citato da Zapparoli - l’unico finora che ha tentato la via dell’arbitrato si è trovato davanti lo stop del Consiglio di Stato.

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