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Berco, tra l’azienda e i sindacati prove di dialogo

di Maurizio Barbieri ; di Maurizio Barbieri

Ieri ad Unindustria primo incontro interlocutorio Da giovedì si parlerà di ammortizzatori e contratto

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COPPARO. «In questo primo incontro ci siamo annusati». In questa frase pronunciata da Paolo Da Lan, segretario provinciale della Uilm-Uil è riassunto l’incontro che si è svolto ieri pomeriggio ad Unindustria Ferrara tra la direzione Berco, erano presenti Daniele Mingozzi, responsabile del personale, l’avvocato De Palma, il consulente Grossi della Boston Consulting e Ponselè per Unindustria Ferrara e i segretari provinciali di Fiom-Cgil, Samuele Lodi, Fim-Cisl, Sandra Rizzo, Uilm-Uil, Paolo Da Lan e Alberto Finessi, coordinatore nazionale per il settore siderurgia della Fismic oltre alle Rsu e i segretari provinciali dei sindacati di Treviso e relative Rsu della fabbrica di Castelfranco Veneto. «È stato un pour-parler - ha dihiarato Sandra Rizzo - abbiamo fatto diverse domande in merito allo studio compiuto dalla Boston Consulting ed anche sulla possibilità di mettere in campo ammortizzatori sociali di tipo conservativo chiedendo all’azienda se era disponibile a farlo e, almeno a parole, non si è tirata indietro. E’ stato anche deciso che nei prossimi incontri in calendario affronteremo i singoli capitoli. Durante il secondo incontro in programma giovedì alle 10 sempre a Unindustria parleremo di ammortizzatori sociali e contratto aziendale. L’azienda dice che è i n perdita e che deve intervenire».

Paolo Da Lan in quadra così la questione: «Si deve fare un monitoraggio sugli strumenti di cui ci possiamo dotare, capire quale è il perimetro rispetto al quale l’azienda intende rilanciarsi. Bisogna fare un’analisi tecnica ed economica della situazione. Gli ammortizzatori e gli altri strumenti sono in funzione di quello che ci dirà verrà a dire l’azienda».

Così Samuele Lodi, segretario provinciale Fiom-Cgil: «Era immaginabile che il primo incontro andasse così. A partire da giovedì le cose da mettere in fila saranno parecchie ad iniziare dagli ammortizzatori sociali e dalla contrattazione aziendale per passare poi agli esuberi che dovranno essere possibilmente volontari. Ricordiamo che la Berco non ha ritirto la mobilità per 365 dipendenti di cui 331 a Copparo ma l’ha solo sospesa».

Più o meno identici i concetti espressi da Alberto Finessi, dipendente Berco, coordinatore nazionale Fismic per la siderurgia.

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