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«Berco, via gli attuali manager»

Per Finessi (Fismic) l’azienda deve dare un segnale di cambiamento

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COPPARO. In vista del prossimo incontro con l’azienda calendarizzato per domani alle 10 ad Unindustria Ferrara, i sindacati stanno studiando le carte per prepararsi al meglio al rendez-vous che riguarderà due aspetti ovvero gli ammortizzatori sociali e la contrattazione aziendale. «Dal momento in cui Berco ha annunciato la procedura di mobilità per 365 ipendenti (331 della fabbrica di Copparo e 34 in quella di Castelfranco Veneto) sono stati fatti passi in avanti - spiega Alberto Finessi, coordinatore nazionale per la siderurgia della Fismic - in quanto è stato fermato il timer dell bomba ad orologeria ovvero la procedura di mobilità. L’azienda ha sparato un missile nucleare per poter alzare al massimo la soglia del dolore. Lo definisco un atteggiamento smodato. La trattativa si può fare ma se non ci sarà un segnale di cambiamento tutto sarà vano». Finessi spiega meglio il concetto: « tanti manager che ci hanno portato in questo buco profondissimo devono andarsene. Gli operai delle officine vogliono un segnale di cambiamento. Il 90% di coloro i quali gestiscono il personale sono quegli stessi attori che ci avevano portato sull’orlo del burrone. Qui deve cambiare qualcosa e da subito. Se l’azienda non cambia gran parte dei manager la Berco non ha prospettive. Per rilanciarla c’è bisogno di gente nuova e poi da parte di Berco ci deve essere un alto senso di responsabilità. Lo dice uno che in Berco ci lavora da tanti anni». Finessi si dichiara possibilista sul fatto che l’accordo si possa fare. «Mi sbaglierò ma a mio avviso l’azienda non vuole più pagare il premio feriale e il premio di risultato e chiederanno di lasciare sul piatto buona parte del contratto integrativo aziendale, azzardo un 30-40%. Il premio di risultato ammonta a 70 euro mensili e l’accordo prevedeva che l’1 ottobre l’azienda doveva restituire quei soldi visto che l’1 ottobre scorso non aveva restituito l’altra parte. Si tratta di duemila euro a lavoratore, tremila con imposte e tasse, in questo caso l’azienda risparmierebbe all’incirca sei milioni di euro circa un terzo di quello che dovrebbe dare agli azionisti Thyssen».(m.bar.)

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