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«Buona legge per un paese civile»

«Buona legge per un paese civile»

Contro il caporalato: sindacati Fai, Flai e Uila plaudono alle nuove norme

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Fatta la legge contro il caporalato, arriva il plauso dei sindacati: Paolo Fabbiani di Fai Cisl, Cristiano Pistone di Flai-Cgil e Mirko Cavallini di Uila-Uil, hanno infatti sottoscritto una nota in merito all’approvazione della legge «fortemente voluta dai nostri sindacati nazionali - spiegano - perché riscrive la norma precedente, indicando un inasprimento delle pene per chi commette il reato». «Un reato sottolineano - di intermediazione illecita di manodopera che vede corresponsabili il caporale e il datore di lavoro, e inserisce la norma per il controllo giudiziario che consentirà di non interrompere l'attività agricola e la rivisitazione degli indici di sfruttamento». Una legge attesa, dunque, poichè «vengono inoltre inserite - annotano le associazioni sindacali - disposizioni sulla rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi a sostegno dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli estendendo il Fondo anti-tratta anche alle vittime del caporalato».

«Una legge cruciale per sradicare una piaga inaccettabile per un paese civile e moderno - affermano in modo tranciante - e che arriva finalmente dopo tanti provvedimenti contro i lavoratori come il jobs act». Per fortuna, aggiungono, «la politica ha approvato questa norma per contrastare una forma di sfruttamento che andava oltre ogni limite di decenza», chiesta a viva voce da anni dai sindacati «per combattere e rompere la catena del becero sfruttamento che colpisce la componente più debole dei lavoratori agricoli, sia italiani che stranieri».

Poi una replica alla posizione di Confagricoltura che anticipava che se il decreto fosse stato approvato nella forma proposta, vi sarebbe stata una inevitabile riduzione delle coltivazioni che richiedono un maggior impiego di manodopera. «Ora anche Agrinsieme Ferrara - spiegano i sindacati - , pur condividendo l'impianto del provvedimento, si dichiara preoccupata della poca distinzione tra gravi reati di sfruttamento e le violazioni contrattuali, punite con la stessa modalità e dubbiosi della discrezionalità dei soggetti deputati all'applicazione della legge, ovvero gli Ispettori del lavoro o la Magistratura». La prima osservazione che sorge spontanea - concludono i sindacati - è che chi rispetta leggi e contratti non deve avere paura se in regola con le norme previste, il Decreto serve proprio ad isolare i soggetti che delinquono e sfruttano i lavoratori, dalle aziende che quotidianamente vivono nella legalità: dispiace - la conclusione - constatare che nel 2016 le battaglie politiche si costruiscono ancora sulle spalle dei lavoratori».

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