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Carife, braccio di ferro sull’arrivo imminente dei ‘rinforzi’ da Napoli

Carife, braccio di ferro sull’arrivo imminente dei ‘rinforzi’ da Napoli

Da novembre previsto il trasferimento di otto ex leasing I sindacati incontrano Capitanio: rinviamo. Braglia lascia

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In attesa di un compratore in grado di rilanciarla, Nuova Carife sta affrontando una delicata riorganizzazione interna al gruppo, che si è ormai ridotto alla capogruppo, Carife Sim e Carife Sei. Proprio l’incorporazione della società di leasing napoletana Commercio e Finanza, perfezionata durante l’estate, ha innescato il braccio di ferro sul trasloco dei dipendenti napoletani che ieri è stato portato sul tavolo dell’amministratore delegato Giovanni Capitanio. I sindacati, con le loro rappresentanze nazionali, hanno infatti incontrato Capitanio ponendogli nuovamente la richiesta di congelare l’accordo che prevede appunto lo spostamento in sede dopo un periodo di sei mesi dalla firma. «Avevamo indicato quel termine temporale con l’idea che per quel periodo la banca sarebbe già stata nelle mani dei nuovi proprietari, in grado, ad esempio, di dare indicazioni sull’eventuale utilizzo a Napoli dei dipendenti ex Commercio e Finanza - spiega Maria Teresa Ruzza (Uilca nazionale) - Così non è stato ma restano le nostre perplessità: spostare personale ora ha poco significato». L’azienda ha già formalizzato il trasloco da Napoli a Ferrara, a partire dall’1 novembre, di 8 addetti ex Commercio e Finanza, con l’indennità prevista dall’accordo (sufficiente a coprire l’affitto, a quanto riportano le fonti sindacali), per andare a ricoprire varie mansioni negli uffici interni. Qualche ex Cef lavora già da tempo in sede, ma a scaglioni tutti i dipendenti napoletani rimasti, poco meno di 40, dovrebbero essere ricollocati a Ferrara.

L’operazione dovrebbe consentire a Nuova Carife risparmi sui costi, visto che nuovi leasing non ne sono da tempo aperti, e di sostituire almeno numericamente i dipendenti che a fine anno usciranno con il piano di esodi volontari, anche se a livello di professionalità i rimpiazzi non sono certo testuali. Al vertice, tra l’altro, è stata formalizzata la cessazione di servizio di Marco Braglia, a partire dall’1 dicembre: con l’uscita dall’unico vicedirettore rimasto, Capitanio resta solo alla dirigenza generale, anche se tra i dirigenti c’è pure Michele Sette, responsabile della finanza.

Sul trasferimento dei napoletani la risposta dell’amministratore delegato è stata interlocutoria, nel senso che la decisione sarà presa nel consiglio d’amministrazione del 28 ottobre, anche se i sindacalisti al termine dell’incontro non sembravano molto ottimisti. In realtà è difficile immaginare un rilancio commerciale della banca nelle attuali condizioni.

Stefano Ciervo

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