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Chiesa di S. Antonio Dagli scavi emergono reperti medioevali

Chiesa di S. Antonio Dagli scavi emergono reperti medioevali

Sono venuti alla luce duranti il cantiere per il nuovo sagrato Tecnici della Sovrintendenza stanno studiando i resti

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Sono resti di mura e pavimentazioni medioevali quelli venuti alla luce in queste ultime ore durante gli scavi per i lavori di costruzione del nuovo sagrato davanti alla chiesa di Sant’Antonio abate in via Saraceno. È l’unica indiscrezione raccolta ieri mattina dagli esperti della sovrintendenza che ieri mattina erano già al lavoro per fotografare e studiare quanto è venuto alla luce. Tra ruspe al lavoro e camion di terra e sabbia che bloccano il piazzale, il sagrato della chiesa è stato circoscritto per consentire di valutare quanto è emerso dalla terra dopo tanti anni.

Gli scavi hanno probabilmente fatto emergere tracce della prima chiesa di Sant’Antonio abate, quella costruita nel Trecento per ospitare i monaci francesi di Vienne, amici degli Estensi. La chiesa poi ha subito nei secoli inesorabili deterioramenti, probabilmente anche il terremoto del 1570 deve aver fatto la sua parte distruttiva. Nell’Ottocento, l’edificio è stato ricostruita sulla falsariga della chiesa originaria in stile gotico.

Adesso bisognerà attendere studi più approfonditi da parte dei tecnici per capire meglio l’origine di quei reperti murari emersi. In quel luogo, il Comune aveva programmato nel piano originario di intervento per la qualificazione di via Saraceno anche la ripavimentazione del sagrato con la costruzione di una vera e propria piazzetta da costruire davanti alla chiesa. Ancora una volta durante gli scavi per lavori di riqualificazione sono venuti alla luce importanti reperti di un passato di Ferrara che sembrava per sempre nascosto sotto mezzometro abbondante di terra. Tra l’altro la chiesa è chiusa per il terremoto ed è in attesa di una ristrutturazione post sisma con un intervento della Regione.

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