Coop Alleanza ritira buoni spesa a Camelot
Dopo la denuncia dei ticket dati ai profughi e poi rivenduti «No ad usi illegittimi: in attesa di chiarezza, li sospendiamo»
Sul caso dei buoni spesa che Camelot fornisce ai migranti e poi rivenduti sotto costo interviene Coop Alleanza 3.0 per precisare «la legittimità della propria condotta e la propria estraneità nella vicenda». Mentre «in attesa che la situazione venga chiarita» sospenderà temporaneamente la cessione dei coupon alla Camelot. Nella nota di ieri Coop Alleanza 3.0 entra nel merito della vicenda, affermando la «propria estraneità a qualunque utilizzo illegittimo dei coupon, avendo gestito l’iniziativa con la massima trasparenza e nel pieno rispetto della legalità e delle norme vigenti».
Coop Alleanza spiega di aver «ceduto buoni spesa al portatore alla cooperativa Camelot nello svolgimento della propria attività, ed è quindi estranea a qualsiasi azione illegittima che terzi possano avere eventualmente compiuto». Tuttavia, a tutela della propria posizione, spiega che «in attesa che la vicenda venga chiarita dagli organi istituzionali preposti, Coop Alleanza 3.0 ha comunque scelto di sospendere momentaneamente la cessione dei buoni spesa alla Camelot». Poi le smentite rivolte a chi ha denunciato la situazione, con fatti non verificati, su pressioni per accettare i buoni alle casse: «smentiamo l’affermazione per cui sarebbero state fatte internamente (nei punti vendita Coop, ndr) pressioni di qualunque tipo sui lavoratori alle casse per accettare i ticket come modalità di pagamento».
Anzi, chiude Coop Alleanza «è proprio grazie alla collaborazione degli addetti alle casse che Coop Alleanza 3.0 ha rilevato tempestivamente comportamenti d’acquisto insoliti, anche se non ha potuto sul momento impedirne l’utilizzo quando formalmente corretto».
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